Natalia Aspesi su “Repubblica” distrugge Scanzi: “Non vedo più la Gruber per quel giovanotto con gli anelli”

venerdì 2 Aprile 11:04 - di Marta Lima

“Mi scusi se le poniamo un quesito di cui un po’ ci vergogniamo ma non sappiamo resistere. Secondo lei chi è più in torto tra quello Scanzi orgoglioso di essersi fatto vaccinare senza averne ancora il diritto o la folla di indignati che ha intasato il web per augurargli ogni male?”. Natalia Aspesi, giornalista e scrittrice, famosa per la sua rubrica di lettere su “Repubblica”, dedica al caso del baby vaccinato Andrea Scanzi solo poche righe, ma durissime.

Scanzi (e la Gruber) nel mirino di Natalia Aspesi

La risposta di Natalia Aspesi è velenosissima. “Io vedevo Otto e mezzo per simpatia verso Lilli Gruber e ho smesso quando ho capito che questo giovanotto sarebbe stato un appuntamento fisso: mi ricordo ancora un suo giacchino di pelle nera piena di catene e le mani con anelli, antipatico anche solo da vedere. Devo avergli portato fortuna perché ormai è una star, un opinionista ricercato, i suoi libri vendono milioni, fondasse un suo partito anziché portar gramo ai poveri pentastellati, batterebbe anche Salvini. Forse questa volta ha osato troppo anche perché, come ha ricordato Aldo Grasso, era di quelli che ritenevano il Covid-19 meno di un raffreddore. Ma il martellare dei talk show ci ha cancellato la memoria e anche il senno. Ammesso che ne valga un pensiero, credo che questo Scanzi possa dire quel che vuole a suo danno, ma sarebbe una bella cosa, per ora impossibile, non tenerne affatto conto.

“Io anziana, vivo senza l’assillo del Covid”

Nei mesi scorsi, in una intervista, Natalia Aspesi non aveva invocato corsie preferenziali per il vaccino né facili pietismi da anziana preoccupata, senza sollevare critiche per i lockdown. “Io ubbidisco. Siccome sono di natura una persona che non ha mai ubbidito in vita sua, davanti a una cosa che non riguarda me, ma riguarda tutti gli altri, ubbidisco. Se muoio oggi che ho novant’anni pazienza, tanto non se ne accorge nessuno tranne me, naturalmente. Penso agli altri, voglio fare quello che mi dicono e malgrado tutto l’orrore del nostro Paese, ho deciso di fidarmi delle persone che ci dicono queste cose”.

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