Grillo furibondo per il silenzio dei big M5s: nessuno mette la mano sul fuoco sul figlio del capo

giovedì 22 Aprile 10:26 - di Davide Ventola
grillo m5s

Beppe Grillo è furibondo con i big M5s per la mancata solidarietà ricevuta sul processo al figlio Ciro. Lo raccontano i giornalisti che conoscono alla perfezione pensieri e umori del comico genovese, lo lasciano intendere gli esponenti di spicco del M5s, che restano silenti.

Grillo scaricato dai big M5s

Tace Alfonso Bonafede, che da Guardasiglli ha seguito la legge sul codice rosso contro la violenza sulle donne. Tace Fabiana Dadone, che appena insediata come ministro delle politiche giovanili ha posato con le scarpe sulla scrivanie. Scarpe rosse simbolo della lotta alla violenza sulle donne. Tace il prudentissimo ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che sente puzza di catastrofe mediatica. Tace un’altra donna di spicco del M5s, qualla Roberta Lombardi, che da assessore di Zingaretti, teme di finire impallinata dal Pd. E tace, con la scusa del ruolo istituzionale, il presidente della Camera, Roberto Fico che a Montecitorio ha fatto piazzare anche una panchina rossa contro la violenza sulle donne. 

L’imbarazzante difesa di Laura Castelli: “Il video di Grillo non riguarda la politica”

Per avere qualche dichiarazione sul video di Grillo, bisogna stanare il big grillino in altri contesti. Ieri, Bruno Vespa ha “estorto” faticosamente una dichiarazione da Laura Castelli.

Il viceministro dell’Economia ha fatto un esercizio di equilibrismo. Prima ha premesso come i grillini siano dalla parte delle donne. “Il Movimento 5 stelle in questi giorni ha ricordato le battaglie centralissime del Movimento contro la violenza sulle donne. Abbiamo ricordato in questi giorni la necessaria autonomia e indipendenza della magistratura, altro tema molto importante”. E poi ha concluso con ”la comprensione per le parole di un padre, che è un uomo che conosciamo, e vengono strumentalizzate dal punto di vista politico”.

Appunto la difesa d’ufficio è tanto imbarazzante quanto vacua. Il fondatore del primo partito italiano ha girato un video pubblico contro la magistratura e contro la vittima di uno stupro di gruppo diffondendolo in tutti i suoi canali. Come può essere un fatto privato e non politico? L’ennesima riprova che i grillini, oggi, non sanno proprio che pesci pigliare. E forse Grillo, anziché lamentarsi per la mancata solidarietà, farebbe bene a ringraziarli del silenzio. Se la difesa è questa, fannno meglio a tacere.

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