Di Maio tace sul figlio di Grillo ma annuncia che vuole andare in Africa: “E’ il continente del futuro”

mercoledì 21 Aprile 13:03 - di Monica Pucci

Ricordate Walter Veltroni che voleva andarsene a fare il volontario in Africa? Ha un emulo, nel ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha scoperto di avere a sua volta il mal d’Africa ma a quanto pare non ha voglia di trasferirsi, ma solo di andare lì per aprire i mercati alle imprese italiani. Per la serie, l’acqua calda, il grillino, per evitare di impelagarsi sulle vicende sessuali del figlio di Beppe Grillo, resta in silenzio sul tema dello stupro e del video del suo pigmalione, e  annuncia che “l’Africa è il continente del futuro”. “Le nostre imprese italiane stanno guardando con grande attenzione al continente africano e non parlo solo delle grandi imprese come Eni, Enel Terna e Snam che stanno portando avanti grandi progetti, ma anche di tante pmi che si stanno destreggiando in realtà molto complesse”, ha detto  ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel corso di un’intervista a Radio Confapi.

Di Maio, Grillo e l’Africa come obiettivo

“Adesso andrò in Niger e Sudan e poi in Etiopia e Eritrea. Questi viaggi saranno importanti anche per costruire nuovi legami economici, non solo politici”, ha aggiunto Di Maio, nel giorno in cui perfino il governo vacilla sul caso Grillo. Parla di tutto, anche di Covid, Gigino, tranne che di stupri. “Fauci mi ha detto che per il 4 luglio, data importantissima per gli Stati Uniti, vogliono concludere la campagna vaccinale. Noi stiamo lavorando con l’Ue per il certificato ‘greenpass’ che abilita i vaccinati a poter viaggiare con più facilità. Speriamo di poter creare le condizioni anche per il turismo americano, che è fondamentale per le città d’arte. Sono fiducioso che, quando potremo riaprire, il turismo aumenterà a dismisura”.

Gli Stati Uniti e le multinazionali

Con gli Stati Uniti “stiamo lavorando alla tassa sulle grandi multinazionali, che è molto attesa perché giustamente le imprese italiane gareggiano in tutto il mondo, ma non possono godere del regime di tassazione di alcune multinazionali che hanno sede in un paradiso fiscale”, ha poi aggiunto Di Maio, secondo cui si sta discutendo, della creazione di questa tassa. Ci sarebbe la volontà di chiudere entro luglio 2021″ e “finalmente ci sarà una tassa mondiale”.

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