Boschi contro Grillo: «Vergognoso maschilismo». Ma l’appello alle donne 5s a dissociarsi finisce male

19 Apr 2021 18:55 - di Chiara Volpi
Boschi contro Grillo

Maria Elena Boschi contro Grillo. La parlamentare di Iv, attacco il padre nobile del Movimento 5 stelle nella triplice veste di donna. Di parlamentare. E perché no? Di  esperta di materia legale. Un attacco al cubo, il suo, nato sulla scia delle polemiche scatenate dall’ex comico in prestito alla politica con il video in cui, incredibilmente, assolve il figlio negando le sue colpe. Aggressione e abusi. «Non c’è stato alcuno stupro», dichiara Grillo rigettando quanto asserito nero su bianco dall’accusa che ha investito il figlio Ciro travolto, insieme ad altri suoi tre amici genovesi  dal caso della violenza sessuale nei confronti di una ragazza italo-svedese conosciuta in Sardegna a Porto Cervo nell’estate del 2019.

Boschi contro Grillo: «Vergognoso che usi il suo potere politico per assolvere il figlio»

Nel video pubblicato sui social, che ha indignato e sconcertato i più, il fondatore del Movimento 5 Stelle si appella al fatto che il figlio e gli amici non siano stati arrestati nell’immediato. «Perché non lo avete fatto?», si chiede. Per poi rispondersi: «Perché vi siete resi conto che non è vero niente»… Una presa di posizione che la Boschi, tra gli altri, ha definito scandalosa. Argomentando sdegno e incredulità in un video di replica postato a sua volta sui social, in cui a stretto giro aggiunge: «Non sta a me dire chi ha torto e chi ha ragione, per quello ci sono i magistrati. Ma che Beppe Grillo usi il suo potere mediatico e politico per assolvere il figlio è vergognoso».

Boschi contro Grillo: il triplice attacco in veste di donna, politica e avvocato

Poi, la fedelissima renziana rispolvera codici e sapere giuridico, e prosegue: «Quando Beppe Grillo dice che suo figlio è chiaramente innocente perché non è né in carcere, né agli arresti domiciliari, dice una falsità da un punto di vista giuridico che non sta né in cielo né in terra». E ancora: «Anche quando ci spiega che sono solo dei “coglioni”, cito Grillo, quattro ragazzi che stanno scherzando, deresponsabilizza degli adulti maggiorenni. E lo fa semplicemente perché lui è famoso e può fare l’avvocato del proprio figlio». Poi, dopo l’attacco rivolto a Grillo in veste di donna, di avvocato e di esponente politica, la Boschi passa alla stoccata in punta di autocommiserazione e vittimismo.

La Boschi la butta sul vittimismo: «Ma vi ricordate cosa ha fatto a me? A mio padre?»

E rispolverando vecchie ruggini, deplora: «Di che cosa si lamenta oggi Beppe Grillo? Di un clima schifoso, di un attacco verso la sua famiglia? Ma vi ricordate cosa ha fatto a me? A mio padre? Alla mia di famiglia?». «Mio padre è stato accusato di ben altri reati, certo non di stupro… Eppure quanto odio. Quanta volgarità. Quanta violenza verbale in quegli anni hanno accompagnato la mia famiglia. Spesso ispirati da Beppe Grillo e dal M5S. Eppure noi abbiamo aspettato che parlassero i giudici. Abbiamo aspettato che la giustizia facesse il proprio corso a differenza di Beppe Grillo. E allora oggi? Oggi Beppe Grillo ci spiega che ci sono due pesi e due misure. Che ci sono le regole e la morale che si applicano a lui e alla sua famiglia. E quelle che valgono per la mia di famiglia e quella di tutti gli altri attaccati ingiustamente negli anni dal M5S».

Boschi e l’appello alle donne M5s: «Prendete le distanze da Grillo»

Una intemerata che la Boschi chiude con un’esortazione e un appello. La prima rivolta sempre a Grillo: «Caro Beppe, ti devi semplicemente vergognare». La seconda, indirizzata alle donne del M5S e motivata dalle parole usate dal loro garante di riferimento. Parole, «piene di maschilismo». Perché, sottolinea la Boschi nella sua replica al video di Grillo, «quando dice che la ragazza che ha denunciato il figlio per stupro è sostanzialmente una bugiarda», perché «ha impiegato otto giorni a denunciare: fa un torto a tutte le donne vittime di violenza». E anche per questo, conclude con l’appello di cui sopra la Boschi: «Mi piacerebbe che dentro il Movimento 5 Stelle qualcuno, magari qualche donna, prendesse le distanze da Beppe Grillo».

La contro-replica della Maiorino: «Boschi-avvoltoio spieghi l’astensione del Pd sul codice rosso»

La prima a risponderle dal M5S è  la senatrice Alessandra Maiorino. Che sguainando la sciabola, nel duello a colpi di video social, replica alla Boschi non proprio in punta di fioretto appunto. «Il Movimento ha votato la legge sul codice rosso. Il Pd all’epoca si è astenuto. Nel codice rosso sono inasprite le pene in materia di violenza sulle donne. Il limite temporale che una donna ha per denunciare è ancora troppo basso e quindi potremmo estenderlo. La Boschi, che all’epoca era ancora nel Pd, spieghi perché i dem si sono astenuti», rimarca la Maiorino. Che poi, non contenta, aggiunge anche: «La capogruppo di Iv si butta come un avvoltoio su questa storia. Mentre il suo leader va a glorificare una dittatura del Golfo dove i diritti delle sono donne inesistenti. Non è questa la partita da giocare». E la polemica, intanto, continua a montare...

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