Le indagini proseguono
Guerriglia pro-Pal a Milano, altre dieci misure cautelari e 15 denunciati: 7 sono ai domiciliari
I dieci sono tutti maggiorenni, sei italiani e quattro stranieri regolari. Fra i denunciati anche quattro minorenni. Sono ritenuti coinvolti a vario titolo nella guerriglia del 22 settembre in Stazione centrale
Dieci misure cautelari e 15 denunce. È il bilancio di un’operazione di polizia a seguito delle indagini per gli scontri avvenuti il 22 settembre nella zona della Stazione centrale a Milano, durante il corteo pro-Pal a sostegno della Global Sumud Flotilla. Le misure cautelari, sette arresti domiciliari e tre obblighi di dimora, sono state comminate a sei cittadini italiani e quattro cittadini stranieri, regolari sul territorio nazionale, tutti maggiorenni. Ci sono invece 4 minorenni tra i denunciati.
Altre dieci misure cautelari per gli scontri pro-Pal a Milano
Le accuse vanno da resistenza a pubblico ufficiale aggravata a travisamento, da lancio e utilizzo di oggetti atti ad offendere, a oltraggio a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio, fino a danneggiamento aggravato e distruzione/deterioramento di beni culturali, in relazione ai danni provocati alla Stazione Centrale, che è riconosciuta come bene culturale di particolare interesse e furono distrutte le vetrate dei portoni storici.
La devastazione al grido di “blocchiamo tutto”
I provvedimenti di oggi si aggiungono a quelli già emessi nei mesi scorsi, a seguito delle indagini condotte dalla Digos e coordinate dalla Procura di Milano e partite il giorno stesso del corteo, quando Milano fu teatro di scene da guerriglia urbana con il tentativo dei manifestanti di invadere la stazione al grido di “blocchiamo tutto” e conseguenti scontri con la polizia, in cui rimasero anche feriti degli agenti.
I provvedimenti emessi in precendenza
Dopo le prime attività investigative erano già state deferite 27 persone ritenute responsabili di gravi reati “di piazza” in concorso, con 14 misure cautelari non detentive eseguite lo scorso mese di marzo, che si aggiungono dunque a quelle di oggi.
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