Arcuri sempre più in basso: indagine sulle siringhe “sbagliate”, pagate 10 milioni di euro

mercoledì 21 Aprile 15:58 - di Adriana De Conto
Arcuri siringhe

Domenico Arcuri sempre più accerchiato. Dopo la Corte dei Conti anche la Procura di Roma indaga sulle oltre 157 milioni di siringhe di precisione “luer lock” comprate dall’ex super commissario  e pagate circa 10 milioni di euro. Il fascicolo affidato al pm Antonio Clemente è senza indagati né ipotesi di reato. Il lascito di Arcuri sulle strategie anti Covid è sempre più negativo.

Arcuri e le siringhe inadatte pagate a prezzo maggiorato

L’indagine è partita grazie a un esposto che il  parlamentare europeo di Fratelli d’Italia, Enzo Rivellini, ha presentato. “L’acquisto programmabile e non emergenziale è, certo, una vicenda degna di attenzione – scrive nell’esposto l’avvocato Luigi Ferrandino che assiste il deputato -. Il costo delle siringhe ‘luer lock’ pagato dalla struttura commissariale è risultato decisamente più alto delle normali siringhe che in tutto il mondo si stanno usando“.

“Le siringhe di Arcuri non sono state consigliate né dall’Aifa, né dall’Ema, né dal Cts “

Secondo la ricostruzione de La Repubblica, si starebbe parlando di oltre 157 milioni di siringhe pagate circa 10 milioni di euro. Della questione si era già interessata anche la Corte dei Conti. I magistrati contabili vogliono valutare il rapporto costi-benefici:  “se i benefici dell’unica siringa in grado di estrarre 6 dosi, invece di 5, da ogni fiala del siero Pfizer siano proporzionati ai costi”. Secondo il parlamentare europeo di FdI si sarebbe potuto evitare “uno spreco di risorse pubbliche”.

Alcune strutture rifiutarono le siringhe siringhe di Arcuri

Oltre alla questione della spesa si aggiunge l’aggravante che tali siringhe in diversi casi sono risultate inadatte: alcune strutture  tra cui la casa di cura Pio Albergo Trivulzio di Milano per varie difficoltà non le utilizzò. “Inoltre in alcuni centri vaccinali (Lombardia, Sicilia ed Emilia-Romagna) sono state riscontrate evidenti difficoltà: queste siringhe non erano adatte per estrarre dalle fiale la quantità esatta di vaccino per somministrare sei dosi per flacone”. Rivelini aggiunge poi poi che, sulla base di quanto appreso da fonti giornalistiche, né l’Aifa nel suo ‘Bugiardino’ sul vaccino Pfizer, né l’Ema hanno mai consigliato le siringhe ‘luer lock’. E nemmeno il Comitato tecnico-scientifico”. Tutte faccende sulle quali adesso indagano due diverse procure.

La difesa

Come si difende Arcuri ? L’ex commissario, come rivelato da La Repubblica, può contare su tre documenti che dimostrerebbero come si sia semplicemente attenuto alle indicazioni fornite dalla casa farmaceutica americana. Anche l’Aifa, in un documento interno, avrebbe certificato la validità di quelle siringhe. I riflettori della procura di Roma sono proprio puntati sulla verifica di tali motivazioni

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *