Tutti i disastri di Arcuri: ecco perché va mandato via (e i Cinquestelle se ne facciano una ragione)

martedì 16 Febbraio 10:07 - di Federica Parbuoni
arcuri draghi

Lo «caccia», lo «ridimensiona», commissaria il commissario con una «cabina di regia». Ancora non si sa cosa sarà di Domenico Arcuri, ma una cosa è certa: la sua sorte è quanto mai incerta. A pesare non c’è solo il pressing dei partiti, FdI e FI, in testa perché sia sostituito. E non c’è nemmeno solo il fatto che, riconfermato Roberto Speranza alla Salute, è il candidato numero uno per dare quel segnale di «discontinuità» rispetto al governo precedente che finora è mancato da parte di Mario Draghi. A pesare sono soprattutto, prima di tutto, i tanti, troppi fallimenti inanellati in questi mesi dal super commissario e, del resto, alla base delle stesse richieste di chi invoca a gran voce un cambio.

La lunga lista di disastri di Arcuri

La lista dei disastri combinati da Arcuri è lunga quanto le deleghe che gli sono state via via consegnate con sempre maggiore entusiasmo dal precedente governo. Citando i casi più eclatanti, si va dalle mascherine, pagate a carissimo prezzo e finite oggetto di un’inchiesta, ai banchi a rotelle, sui quali è anche inutile spendere ulteriori parole; dal caos vaccini, tra dosi, siringhe, medici e infermieri mancanti, all’ultima fragorosa e costosissima questione delle Primule, le strutture per la somministrazione dei vaccini. Dossier che hanno comportato la spesa di milioni e milioni di euro. Spesso in maniera ingiustificata e, ancor più spesso, senza che avessero un impatto significativo.

Quanto ci è costato il super commissario

Solo per la partita delle mascherine finita sotto l’occhio della Procura si parla di 72 milioni di euro. Per i banchi a rotelle i calcoli portano il totale a 119 milioni, ai quali si devono aggiungere i 199 milioni per quelli tradizionali. Soldi con i quali, secondo una elaborazione della Uil si potevano assumere 16mila persone, tra insegnanti e personale scolastico, con un impatto sull’efficienza del sistema scuola ai tempi del Covid decisamente superiore. Ci sono poi i circa 8,5 milioni messi in campo per le 21 Primule vaccinali, dei quali pure si sarebbe potuto fare a meno senza deprimere la campagna. Si potevano utilizzare, per esempio, come suggerito da FdI, le tende della protezione civile o altre strutture già esistenti. Infine, c’è la questione vaccini, dove più dei costi, pure ingenti, pesa l’inefficienza.

Ecco perché Draghi dovrebbe cacciare Arcuri

Eppure Arcuri in questo lunghissimo anno non solo è rimasto dov’era, ma ha assommato sempre nuove responsabilità. Una situazione che fa a pugni con la logica e, soprattutto, con il proposito di portare avanti una lotta veramente incisiva al Covid. Ora che questo proposito è – insieme al rilancio dell’economia cui è imprescindibilmente connesso – alla base della nascita del nuovo governo l’auspicio di molti è che Draghi sia consequenziale e assuma quella decisione che da più parti, e non solo in politica, viene invocata: «Cacciare Arcuri».

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