Vaccini e dosi a fine giornata, no a scorciatoie e corse. Curcio: priorità per anziani e fragili

martedì 30 Marzo 17:02 - di Lara Rastellino
vaccini e dosi a fine giornata

Nella giungla di “saltafila” e “panchinari”, Curcio fa chiarezza una volta per tutte. E dichiara: «Vaccini: sulle dosi a fine giornata dare la precedenza a categorie prioritarie». Dopo gli ultimi casi di furbetti del vaccino. Le recriminazioni sulle liste di attesa di diverse categorie professionali. Le polemiche sui report delle vaccinazioni di anziani e fragili ancora non immunizzati, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, prova a farsi largo nella giungla di scorciatoie e “saltafila” per ristabilire ordine e priorità. E avverte: «Il tema dell’utilizzo a fine giornata è un tema che deve essere affrontato. E bisogna dare un minimo di regolarità su questo argomento. Ne parlerò con il commissario perché sono convinto che un ragionamento con le Regioni per arrivare a dei protocolli di intesa che consentano di indirizzare ciò che avanza, non al 20enne, ma a qualcuno che è in quella categoria lì», sia possibile. Magari anche «facendo delle liste molto strutturate e numericamente elevate».

Curcio, su vaccini e dosi a fine giornata è netto: «Dare la precedenza alle categorie prioritarie»

Dunque, in audizione in Commissione Affari sociali. Rispondendo alle domande sullo stato di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da Sars-CoV-2, il capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, lo ribadisce forte e chiaro. Andare per ordine. E l’ordine è quello dettato dalla priorità vaccinale riconosciuta ad anziani, soggetti fragili, e alcune categorie professionali particolarmente esposte. E pertanto, anche sul tema dei famosi “caregiver” Curcio nel tentativo di fare chiarezza, dichiara: «Bisogna arrivare a un protocollo per arrivare all’individuazione in maniera chiara di queste persone».

Vaccini e dosi a fine giornata: serve un protocollo per individuare i “caregiver”

Scorciatoie a parte, sul fronte vaccinale si evidenzia in queste ora anche una diversità dei dati dei vaccini al livello regionale. Dati che, sottolinea sempre Curcio, non dobbiamo leggere nell’ottica di una graduatoria, stante le diversità di approccio e tempi delle somministrazioni, differenti da regione a regione per una serie di motivazioni specificatamente territoriali. «Dobbiamo leggere con grande attenzione alcuni numeri sui vaccini, perché in alcuni casi le regioni hanno pensato di lavorare più sugli anziani isolati», ha infatti spiegato Curcio.

Vaccinazioni, no a graduatorie tra le regioni

«Altri, a loro volta, hanno adottato altre metodologie. Ci sono ad esempio le regioni che si sviluppano sull’arco appenninico – ha proseguito e concluso il numero uno della Protezione Civile – dove il trasferimento è molto più complicato. Quindi invito per prima me stesso a valutare i dati non come una graduatoria. Perché in molte situazioni ci sono diversità territoriali di cui dobbiamo tenere conto». Basta confusione corse, insomma: serve ordine. Rispettare le priorità. Considerare metodologie declinabile alla realtà regionale di cui si fa parte.

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