Vaccino a Scanzi, altro che panchinaro, La7 lo inchioda: sospeso il “contratto” al caregiver del Fatto

lunedì 29 Marzo 15:45 - di Chiara Volpi
Vaccino a Scanzi

Vaccino a Scanzi: il caso si aggiorna all’inchiesta di Massimo Giletti per Non è l’Arena. E La7 sospende il contratto al giornalista del Fatto Quotidiano. Del resto, la notizia era nell’aria, ma riguardava il contratto del “panchinaro” del vaccino con viale Mazzini. Anticipata da Dagospia che, sul suo sito il 26 marzo, ha pubblicato un flash su presunte «voci fuggite dalla commissione di Vilanza Rai». Secondo le quali «sarebbe stato sospeso il contratto di Andrea “Saltafila” Scanzi con il programma della Berlinguer», Cartabianca, su Raitre. Oggi Libero non solo non lascia, ma raddoppia la portata dell’indiscrezione. Aggiungendo allo scoop un «clamoroso colpo di scena. Con La7 che sospende la collaborazione con Andrea Scanzi». Affossato dalle polemiche dei giorni scorsi e dalle repliche non convincenti fornite dallo stesso giornalista e dai suoi sostenitori. E come Dagospia nelle ultime ore, anche Libero si chiede: ora cosa farà Lilli Gruber nel cui salotto esclusivo di Otto e mezzo, l’opinionista è ospite fisso?

Vaccino a Scanzi, La7 sospende il contratto al giornalista dopo l’inchiesta di Giletti

Peraltro, proprio in queste ore, un tweet di Michele Anzaldi sembra rinfocolare le voci che circolano nei corridoi della tv, da viale Mazzini agli studi della televisione targata Cairo. Il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, infatti, sui social ha riproposto l’amletico dilemma, postando: «Dopo l’inchiesta di Non è l’arena. E le interviste ai responsabili Asl di Arezzo, che smentiscono Scanzi sul vaccino, si riunisca subito il Comitato per il Codice Etico Rai e risponda in modo netto e definitivo. È accettabile che l’opinionista continui ad essere pagato dalla Rai?». Un cinguettio da cui si deduce che il programma di Giletti, in onda ieri, avrebbe dato la spallata finale alla traballante situazione che coinvolge Scanzi, assestando una bordata definitiva. E aggiungendo in calce al post: «Mentre Cartabianca ha esaltato senza contraddittorio – twitta ancora Anzaldi – il modello saltafila di Scanzi, dalla tv commerciale e Giletti è arrivata una lezione di giornalismo e onestà intellettuale, con un’inchiesta che ha fatto chiarezza. E La7 ha sospeso la collaborazione. La Rai fa finta di nulla?». E Lilli Gruber?

Vaccino a Scanzi, Anzaldi (Vigilanza Rai): «La Rai fa finta di nulla»? Ora anche la Gruber trema

Dunque, i media confermerebbero la notizia: La7 sospende la collaborazione con Andrea Scanzi. L’ospite tv più richiesto e coccolato dai Raitre e La7 è finito nella lista nera dopo l’incredibile caso del vaccino somministrato anzi tempo al giornalista del Fatto Quotidiano. Immunizzato velocemente, con buona pace dei 70enni e 80enni. Dei soggetti fragili e di tutti i vaccinandi idonei ai requisiti imposti dal piano vaccinale in vigore. E a dare la notizia del primo contratto saltato è proprio, come anticipato,  Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, che dal primo istante in cui lo scandalo è scoppiato, chiede e sollecita provvedimenti». Disposizioni che oggi, all’indomani della messa in onda dell’inchiesta di Giletti, sembrano farsi più urgenti. Di più: imprescindibili.

Vaccino a Scanzi, la versione del direttore sanitario di Arezzo, Evaristo Giglio

Nel salotto di La7, con Giletti a fare da anfitrione, ieri è intervenuto il direttore sanitario di Arezzo, Evaristo Giglio. Il quale, con una ricostruzione chiara e inappellabile, in pochi minuti ha smantellato giustificazioni e presupposti della tesi del “caregiver” Scanzi. Una teoria smontata punto per punto, che mette a tacere il giornalista del Fatto e tutti i suoi audaci e imperterriti sostenitori. E La7, spalle al muro, non ha potuto far altro che sospendere la collaborazione. Uno stato dell’arte che induce a chiedersi, come Anzaldi ha già fatto, «la Rai fa finta di nulla?».

Vaccino a Scanzi, il direttore della Asl Arezzo: «Altri prima di lui, si poteva aspettare»

Intanto, le verifiche sul vaccino ad Andrea Scanzi sono ancora in corso, ma ieri sera a ‘Non è l’Arena’ su La7 il dottor Evaristo Giglio, direttore della Asl di Arezzo, intervenuto telefonicamente ha detto che prima del giornalista ci sarebbero state altre persone da vaccinare e che lui lo aveva chiamato al telefono. Dopo avere ricevuto una segnalazione da parte del medico di famiglia di Scanzi, «ho ricevuto altre telefonate anche dallo stesso Scanzi – ha riferito Giglio – evidentemente gli hanno dato il mio numero… Mi ha detto, guardi, non so se il medico le ha accennato la mia situazione, io sono sempre disponibile quando voi potete. E io gli ho risposto che sarebbe passato del tempo, perché abbiamo altre priorità».

Vaccino a Scanzi: la premessa in quanto “caregiver”

Scanzi ha sempre spiegato di essersi vaccinato in quanto ‘caregiver’ dei suoi familiari e di essere inserito nelle liste dei riservisti, di quelli cioè cui vengono somministrate le dosi di vaccino avanzate. «Scanzi, da quello che lui e il suo medico di famiglia hanno detto – ha spiegato Giglio – sarebbe un caregiver di questi familiari ammalati. Che risultano nella lista dei vulnerabili. Ma era l’ultimo di questa lista. Anzi, si è trovata una situazione convincente per cui, avanzando queste due dosi e con lui che da tempo aveva chiesto… Prima non era mai stato preso in considerazione, perché per quanto mi riguarda si poteva aspettare anche un altro mese o forse un altro anno».

Caso Scanzi, Asl completa le verifiche interne su richiesta della Procura Arezzo

Intanto, è in fase di completamento l’inchiesta interna della Asl Toscana Sud Est sul caso della vaccinazione del giornalista. Avvenuta nel pomeriggio del 19 marzo all’hub vaccinale allestito al Centro Affari e Fiere di Arezzo, con una dose AstraZeneca, dopo che il 22 marzo la Procura di Arezzo ha aperto un fascicolo conoscitivo «a modello 45». Cioè senza indagati e senza ravvisare al momento reati specifici. Ebbene, gli ultimi passi della verifica interna all’operato dell’azienda sanitaria riguarderebbero il ruolo di Scanzi come carigiver, ovvero come assistente designato della madre malata e bisognosa di cure in base alla legge 104. Antonio D’Urso, direttore generale della Asl Toscana Sud Est, in un’intervista trasmessa ieri sera da Non è l’Arena, ha dichiarato: «L’indagine è stata avviata. Ancora non si è conclusa. Stiamo aspettando l’esito delle verifiche effettuate sulla posizione del signor Scanzi che ha usufruito della vaccinazione con Astrazeneca». Quanto alle verifiche in corso, D’Urso ha detto: «Si tratta di verifiche sulle dichiarazioni di Scanzi all’atto della vaccinazione».

Giletti sottolinea tutte le contraddizione della “versione Scanzi”

Tra le contraddizioni riscontrate da Giletti e il suo ospite la proprietà di AstraZeneca di essere conservabile in frigorifero anche per 48 ore. Motivo questo che smentisce la tesi di Scanzi secondo cui quella dose a lui somministrata sarebbe andata persa. E ancora, questa volta a spiegarlo è lo stesso Giglio: “Quando mi chiamò il suo medico io gli dissi che prima di Scanzi ce n’erano tanti altri. Quindi lui poteva aspettare”. Come lui Antonio D’Urso, direttore generale della Asl Toscana sud est, mette in evidenza le incongruenze della versione data da Scanzi: “La vaccinazione con Astrazeneca in questo momento è limitata ad alcune categorie: personale scolastico, personale delle forze armate e delle forze dell’ordine, persone tra i 70 anni compiuti e gli 80 da fare. Se Scanzi non aveva queste caratteristiche non poteva accedere alla vaccinazione”. Insomma le indagini svolte da Giletti hanno fatto effetto. Chissà però cosa ne pensa Lilli Gruber, della quale Scanzi è ospite fisso a Otto e Mezzo

La 7 fa un passo indietro e sospende il contratto a Scanzi

Le contraddizioni emerse dalla versione di Scanzi che, sottolinea Giletti nella puntata di ieri di Non è l’Arena, riguardano «sia le circostanze che le motivazioni che hanno riguardato la sua vaccinazione». tasselli che non combaciano con la verità ricostruita da Giletti sulla base delle stesse dichiarazione del cronista protagonista prediletto delle trasmissioni anticasta e dei salotti dell’antipolitica dove, con furia pentastellata e veemenza fustigatrice, discetta pillole di saggezza e di verità. Tranne quando, dovendo spiegare perché e per come ha saltato la fila a meno di 50 anni, facendosi vaccinare come caregiver – ovvero come uno che si occuperebbe di persone fragili – mentre solo pochi mesi fa definiva il coronavirus «un semplice raffreddore». In calce, allora, riportiamo uno dei diversi contributi della puntata di Non è l’Arena che inchiodano giornalista e rete, costretti a fare un passo indietro.

In basso, il video di un momento della puntata di ieri di Non è l’Arena sul caso della vaccinazione di Andrea Scanzi dalla pagina Facebook del programma di La7

 

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