Roma, omicidio a Centocelle. Commercialista morto nel bagno di un bar. Arrestato il titolare del locale

martedì 30 Marzo 15:24 - di Redazione

Omicidio a  Roma, nel quartiere Centocelle. Dove un uomo è stato trovato morto nel bagno di un bar. È accaduto ieri sera dopo le 20,30, in un locale di via delle Ninfee. Vittima un commercialista romano di 51 anni, Costantino Bianchi. L’uomo, probabilmente  proprio il commercialista del gestore del locale, è stato trovato a terra in una pozza di sangue.

Roma, in un bar di Centocelle trovato morto un commercialista

Il tributarista sarebbe stato colpito più volte alla testa da un mattarello. Afferrato in un momento di ira dall’aggressore. Secondo una prima ipotesi investigativa, l’omicidio si sarebbe consumato al culmine di una lite tra la vittima e il gestore. La Polizia ha arrestato il titolare del bar Winning, il trentaseienne Vincenzo Di Benedetto, che, secondo le prime indiscrezioni (riportate da Fanpage) avrebbe confessato il delitto. Ma gli investigatori stanno tenendo sotto torchio anche la compagna e il fratello maggiore. Sarebbe stato quest’ultimo in tarda serata a dare l’allarme. E a fare ritrovare il corpo di Bianchi. Ma resta ancora da capire quando è esplosa la discussione. E il motivo. Probabilmente, all’origine, una questione di soldi.

Al vaglio le telecamere di sorveglianza. Non lontano dal bar una Fiat 500 è andata in fiamme. Ed è stata piantonata per molte ore da una Volante della Polizia in attesa delle indagini. Per capire l’esistenza di un eventuale collegamento tra i due fatti.

Al vaglio la dinamica della rissa. Si indaga sui motivi

Sconvolti i residenti che non hanno sentito nulla. E descrivono Vincenzo, il gestore, come una persona per bene. “Di certo non uno coatto che attira clienti poco raccomandabili. Sempre sorridente, un gran lavoratore aperto anche in zona rossa. Non posso ancora credere a quello che è successo”. È la testimonianza di Giulia. “Ha aperto poco prima della pandemia, un anno e mezzo fa”, le fa eco il titolare della frutteria accanto. “Mai avrei immaginato una cosa simile. Chissà cosa è davvero accaduto. Vincenzo ha anche un figlio, si è rovinato la vita”.

Sconvolti i residenti, “Vincenzo era un persona per bene”

Davanti alle due saracinesche abbassate nella notte, le macchine rallentano e la gente si ferma a parlare in strada. “Abbiamo incontrato Vincenzo e la moglie Veronica domenica in chiesa, per le Palme“. Così due residenti all’Adnkronos. “Persone a modo, sempre sorridenti. Hanno preso in gestione questo bar. E con grande impegno lo hanno portato a brillare. Poi i sacrifici, le chiusure e le riaperture a singhiozzo. Chissà, l’esasperazione”. “La vittima non era il loro commercialista però – dice il negoziante accanto – abbiamo lo stesso ma non è quello. Poi non so se magari gli avessero chiesto una consulenza o altro. Mi sembra incredibile”.

Nessuno dei vicini ha sentito nulla

Nessuno dei vicini del bar ha sentito nulla. “Ieri sera i lampeggianti hanno illuminato la strada intorno alle 20,40. Nessuno di noi ha sentito un colpo, un urlo. Fino a quel momento tutto è stato silenzioso”, dice un residente di via delle Ninfee. “Ho realizzato cosa fosse successo quando mio figlio, che fa il poliziotto, mi ha chiamato. Prché non capivano quale fosse il civico del bar dove sarebbero dovuti intervenire”.

 

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