Paura per Totò Antibo: la leggenda dell’atletica azzurra è in terapia intensiva (video)

giovedì 11 Marzo 19:11 - di Guido Liberati
Antibo

Totò Antibo, ex primatista italiano dei 5 e dei 10 mila metri di atletica leggera, è ricoverato presso la terapia intensiva all’ospedale civico di Palermo a causa di un’embolia polmonare. Ne dà notizia monrealenews.it, rilanciata su Facebook anche dal sindaco di Altofonte Angela De Luca. «Ho appreso la notizia che il nostro campione Salvatore Antibo si trova ricoverato in terapia intensiva a causa di un’embolia polmonare. La situazione e’ molto critica. Siamo tutti vicini alla famiglia in quest’altra prova. Forza Totó!».

La famiglia del campione siciliano è intervenuta con le parole del nipote Andrea, che, sempre su Facebook, ha confermato la diagnosi dando qualche informazione maggiore. «Adesso sta meglio ma la situazione non e’ delle migliori. Risponde bene alle cure e mi ha detto di informarvi e di pregare per lui. Questa volta la gara è più difficile delle altre ma come sempre saprà rialzarsi e vincere».

All’inizio dello scorso mese di febbraio, l’ex campione era stato sottoposto ad un intervento neurologico al Policlinico Mater Domini di Catanzaro, finalizzato a ridurre l’elevato numero di attacchi epilettici che da circa trent’anni ne hanno compromesso fortemente le condizioni di salute.

Chi è Salvatore Antibo

Antibo, come ricorda il quotidiano La Sicilia, ha partecipato a tre Olimpiadi, a cominciare dalla straordinaria edizione di Los Angeles nel 1984, dove sfiorò il podio nella finale dei 10 mila metri, vinti da Alberto Cova. In quell’occasione furono nefaste le scarpe nuove, che lo fecero soffrire durante la gara, facendolo arrivare solo al quarto posto. Agli Europei di Spalato nel 1990 la consacrazione con due leggendarie medaglie d’oro nei 5 e 10 mila. Oltre al bis di Spalato, indimenticabile anche il podio olimpico con la medaglia d’argento a Seul 1988.

Nel 1991 però l’inizio del dramma. La sua splendida carriera conobbe un brusco stop ai Mondiali di Tokyo. Era il grande favorito, poi arrivò la crisi epilettica. Poi il ritiro, la convivenza con la malattia. Fino a oggi, con il ricovero in terapia intensiva.

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