Inchieste e sfiducia
Triste, solitario y final: Sanchez travolto dalle inchieste e assediato da Pp e Vox. Ma non molla la poltrona
Triste, solitario y final, come il titolo di un romando di Osvaldo Soriano. Sono ore drammatiche per il premier spagnolo Pedro Sanchez, travolto da scandali familiari e politici e pressato in Parlamento dall’opposizione di Vox e dal gelo dei popolari. L’icona della sinistra italiana è reduce da una perquisizione della Guardia Civil spagnola che si è presentata all’alba nella sede centrale del Partito Socialista spagnolo (Psoe), in via Ferraz a Madrid, e nelle abitazioni di ex esponenti socialisti e imprenditori, a caccia di informazioni nell’ambito di un’inchiesta coperta da segreto istruttorio, diversa dal caso Plus Ultra, relativo al salvataggio finanziario della compagnia aerea, su cui indaga la stessa corte. Si tratta del cosiddetto “caso Leire‘, un’inchiesta dell’Audiencia Nacional, diversa dal caso Plus Ultra. Piove sul bagnato, per Sanchez, che però non molla la poltrona. “Arrivederci, amigo. Non vi dico addio. Vi dissi addio quando significava qualcosa. Vi dissi addio quando ero triste, in un momento di solitudine e quando sembrava definitivo“, direbbe il protagonista di Soriano, ma non lui, Pedro, che resiste anche alla nobiltà del gesto letterario.
Sanchez travolto dagli scandali e assediato in Parlamento
Al termine di una giornata di tensione, il Senato spagnolo ha approvato una mozione di “riprovazione” contro il governo di Pedro Sanchez per i casi di corruzione che stanno travolgendo il Psoe e l’entourage del premier, promossa dal Partido Popular, che ha la maggioranza assoluta nella Camera Alta. Il testo ha ricevuto 146 voti a favore, del Pp e del partito di destra Vox, 99 contrari dei partiti che sostengono la coalizione governo progressista – Psoe, Erc, Eh Bildu e Compromis – e 13 astenuti. Tra questi, i nazionalisti baschi del Pnv e quelli catalani di Junts per Catalunya, che si sono astenuti assieme ai senatori di Coalicion Canaria e altri gruppi territoriali. Il Pp aveva presentato la mozione di ‘condanna’ dopo l’imputazione.
Il premier tra inchieste e manifestazioni di piazza
Le perquisizioni nella sede del Psoe arrivano dopo un fine settimana che a Madrid ha visto scendere in piazza 40mila persone ”contro il governo corrotto di Sanchez”, con richieste di dimissioni e di elezioni anticipate. Inoltre domani il fratello minore del premier spagnolo, David Sanchez, dovrà comparire in tribunale, dove dovrà rispondere delle accuse di traffico di influenze, abuso d’ufficio e malversazione. In particolare è sospettato di aver ricevuto un incarico su misura dal consiglio comunale a guida socialista della città sud-occidentale di Badajoz nel luglio 2017, quando Pedro Sanchez era il leader nazionale del Psoe, ma non ancora primo ministro.
Nel frattempo prosegue l’indagine sulla moglie di Sanchez, Begona Gomez, accusata di aver usato la sua influenza, come consorte del primo ministro, per ottenere sponsor per un corso di laurea magistrale universitario da lei diretto. Inoltre, sostiene l’accusa, avrebbe utilizzato fondi statali per pagare la sua assistente per l’aiuto in questioni personali. Il tribunale l’ha convocata a comparire il 9 giugno. David Sanchez e Gomez hanno negato ogni addebito. Entrambi si trovano sotto inchiesta a seguito di denunce presentate dal gruppo di pressione Manos Limpias (Mani Pulite), un sindacato vicino alla destra.
Non molla la potrona
“Non posso indire elezioni per interessi di parte”, dice il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, che ha escluso di ricorrere a elezioni anticipate, sottolineando l’importanza di mantenere la stabilità del governo per raggiungere progressi. “Non sto dicendo che la stabilità che abbiamo raggiunto in questi ultimi otto anni con me alla guida del governo, in circostanze molto difficili, con crisi di straordinaria complessità, sia un fine a sé stessa, ma è chiaramente uno strumento importante per ottenere i risultati economici che stiamo registrando”, è il pretesto per non andare a casa.
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