Israele in vigile attesa
Trump: “Adesso l’Iran vuole un accordo, ma non siamo soddisfatti”. E i Pasdaran spingono per la pace
Dalla Casa Bianca il segretario di Stato Marco Rubio ha parlato di alcuni progressi sul memorandum per la pace con l'Iran, sottolineando che nei prossimi giorni ci saranno altre notizie. Nel frattempo il prezzo del petrolio continua a scendere
Esteri - di Gabriele Caramelli - 27 Maggio 2026 alle 20:53
«L’Iran ha molta voglia di fare un accordo, ma non siamo ancora soddisfatti», ha spiegato Donald Trump durante la riunione di gabinetto alla Casa Bianca, evidenziando che senza appagamento, gli Usa dovranno finire il lavoro. Inoltre, nel colloquio telefonico con Pbs news, il presidente americano ha escluso nella maniera più assoluta un allentamento delle sanzioni in cambio della rinuncia alle armi nucleari. Poi ha specificato che all’inizio gli iraniani stavano aspettando le elezioni di midterm, sperando nella sua sconfitta, ma alla fine hanno dovuto cedere alle pressioni americane: «Vogliono semplicemente fare un accordo. Non credo che abbiano scelta».
Iran, Trump: «La Repubblica islamica vuole un accordo». Anche i Pasdaran si muovono verso la pace
Nel frattempo, anche la portavoce della Casa Bianca, Olivia Wales, ha confermato che «i negoziati con l’Iran stanno procedendo bene». Anche il segretario di Stato, Marco Rubio, ha evidenziato che sono stati fatti dei passi avanti negli accordi: «Vedremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni dove sarà possibile fare ulteriori progressi». Uno dei vertici dei Pasdaran, Mohammad Akbarzadeh, ha spiegato che è improbabile una continuità nei combattimenti contro gli Usa. Nonostante ciò, il transito nello Stretto di Hormuz è ancora vietato alle navi appartenenti ai “Paesi ostili”. Al momento i prezzi del petrolio sono in forte calo: A Londra il Brent si attesta a 94,14 dollari, in diminuzione del 2,62%, mentre a New York il West Texas Intermediate è pari a 90,20 dollari al barile, in flessione del 3,93%. Un segnale positivo dal punto di vista energetico.
L’esito positivo della guerra interessa anche a Israele
L’esito positivo della guerra, però, interessa anche ad Israele. Come ha spiegato Meir Litvak, direttore del Dipartimento di Storia del Medio Oriente e dell’Africa dell’Università di Tel Aviv: «e il potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran conterrà qualche risultato concreto sulla questione nucleare, come la rimozione dei 450 chilogrammi di uranio arricchito e l’impegno a non arricchire l’uranio per un lungo periodo di 15-20 anni, Netanyahu potrà affermare di aver vinto la guerra, sconfitto l’Iran e cambiato il Medio Oriente, a prescindere dalla veridicità di tali affermazioni». Intanto, il capo di Stato maggiore di Israele Eyal Zamir, ha fatto presente che qualora venisse firmato un accordo con l’Iran, tutti gli aerei della Marina statunitense lascerebbero l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv nel minor tempo possibile e verrebbero trasferiti nelle varie basi situate in tutta Europa.
La finta bozza del memorandum d’intesa tra Usa e Iran
La Casa Bianca ha definito una «totale invenzione» la bozza di memorandum diffusa dai media iraniani. «Nessuno dovrebbe credere a ciò che diffonde la televisione di Stato iraniana», ha scritto su X ‘account Rapid Response, vicino all’amministrazione del presidente Donald Trump, respingendo l’ipotesi che sia in corso un’intesa preliminare tra Washington e Teheran. La presunta prima stesura diffusa dalla Repubblica islamica parlava infatti di un eventuale allentamento delle restrizioni sul traffico marittimo iraniano e di un ritiro parziale delle forze militari statunitensi dalla regione, in cambio di un incremento dei flussi commerciali iraniani nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico.