Fuori pericolo Valerio Massimo Manfredi, lo scrittore trovato in fin di vita l’11 febbraio

giovedì 25 Febbraio 20:41 - di Redazione
Valerio Massimo Manfredi

Migliorano le condizioni di salute dello scrittore, storico ed archeologo Valerio Massimo Manfredi. L’autore  77enne vittima lo scorso 11 febbraio di un’intossicazione da monossido di carbonio nella sua abitazione di via dei Vascellari a Roma ha lasciato l’ospedale di Grosseto ‘Misericordia’ di Grosseto. Lo riferisce l’Adnkronos. I sanitari lo hanno trasferito in una struttura sanitaria vicino alla sua residenza. Il trasferimento è stato deciso, visti i progressi di Manfredi, dalla sua famiglia.

Migliorano le condizioni di Massimo Valerio Manfredi

Il 16 febbraio l’archeologo-narratore autore di indimenticabili romanzi e biografie incentrate da mondo antico era uscito dal coma farmacologico; e successivamente è rimasto nel reparto di terapia intensiva. Il  trasferimento è giunto a seguito del miglioramento della situazione generale. Se l’era vista davvero brutta. Grande l’allarme tra i suoi lettori quando l’11 febbraio si è diffusa la notizia. per un attimo qualche sito aveva parlato addirittura di morte, viste le condizioni in cui lo hanno trovato. Era uscito dal come il 16 febbraio ma i medici invitavano alla cautela. La stessa famiglia  aveva evitato di pronunciarsi. Poi lo stato generale di salute ha fatto progressi

L’indagine della Procura di Roma

Il professore Manfredi era stato ricoverato d’urgenza all’ospedale San Camillo di Roma e la sera stessa dell’11 febbraio trasferito all’ospedale di Grosseto dove c’era una camera iperbarica; disponibile per il trattamento degli intossicati da esalazioni da monossido. Quel giorno Manfredi fu trovato esanime nel suo appartamento insieme alla scrittrice Antonella Prenner, anche lei priva di sensi. Lei  si trova tuttora ricoverata all’ospedale romano Umberto I. La Procura di Roma ha aperto intanto un fascicolo di indagine per lesioni gravi in relazione alla vicenda; e i vigili del fuoco hanno posto sotto sequestro l’appartamento accanto a quello dello scrittore, nel palazzo in via dei Vascellari, dove da una caldaia sarebbe avvenuta la fuoruscita del monossido di carbonio

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