Maria Fida Moro firma la petizione di FdI per sfiduciare Conte: “Il governo tiranneggia gli italiani”

mercoledì 6 Gennaio 16:48 - di Adriana De Conto
Maria Fida Moro Meloni

Mio figlio, Luca Moro, ed io abbiamo deciso di aderire alla raccolta firme lanciata dall’onorevole Giorgia Meloni per ‘rispedire al mittente l’attuale Governo’. Le ragioni sono semplicissime”. Inizia così la lettera con cui la figlia maggiore di Aldo Moro, Maria Fida, rende noto di aver sottoscritto la petizione di Fratelli d’Italia per la mozione di sfiducia nei confronti del premier Giuseppe Conte e del suo governo. Petizione che nelle scorse ore veleggia oltre le 250mila firme.

Maria Fida Moro alla Meloni: “Ecco le mie ragioni”

“Un’intera generazione di studenti ha già perso oltre sette mesi di scuola e, se va tutto bene perderà un altro anno – scrive la Moro – . L’economia del nostro Paese è stata azzerata, bonus o non bonus. La gente è terrorizzata a causa della mancanza di informazioni chiare e precise. Siamo tutti agli arresti domiciliari, ma non sappiamo fino a quando. È stato eroso il potere sovrano del Parlamento e cancellati, come se fosse normale, i diritti inviolabili dell’uomo. Primo fra tutti la libertà, che è il bene più prezioso di tutti”. Parole che fanno capire come l’iniziativa di FdI sia andata ben oltre le logiche degli schieramenti,  raggiungendo sensibilità diffuse e personalità autorevoli.

“Il governo tiranneggia gli italiani”

“Mio padre, Aldo Moro, è stato ucciso e come lui tanti altri servitori dello Stato in nome della libertà”, prosegue la lettera di Maria Fida Moro . “Ci sono state innumerevoli terribili guerre per riavere e difendere la libertà. La normalità non è una gentile concessione del Governo:è il nostro destino di uomini liberi, creati a immagine e somiglianza di Dio che ci ha fatto dono del libero arbitrio. Non siamo pedine inanimate su una scacchiera. Siamo persone! Il Governo faccia al meglio il proprio lavoro, cosa che fin ora non ha saputo fare, invece di tiranneggiare sugli italiani“.

“Dove sono gli uomini liberi?”

La missiva termina in modo accorato, con un chiamata al diritto e alla ragionevolezza: “Dove sono gli uomini di legge e coloro che hanno studiato diritto? – scrive la figlia di Moro- . Dove sono gli uomini di buona volontà? Dov’ è la gente di buon senso? Dove sono gli uomini liberi? Venite a firmare o i morti di tutte le guerre saranno morti invano”. Un chiosa drammatica, come drammatico è il momento che stiamo vivendo.

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