In attesa della grazia
Roggero, il Tribunale fissa l’udienza per il differimento della pena. Fidanza a Bollate: «Ho trovato un uomo forte e determinato»
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha fissato per il 16 settembre l’udienza per discutere dell’istanza di differimento della pena, presentata dalla difesa di Mario Roggero, il gioielliere che da venerdì scorso sta scontando nel carcere di Bollate la pena definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori in fuga dal suo negozio e averne ferito un terzo.
L’udienza per il differimento della pena di Roggero
La richiesta di differimento della pena è prevista in caso di istanza per la richiesta di grazia: la norma consente di valutare, in attesa della risposta, il rinvio dell’esecuzione della pena. La richiesta di differimento era stata presentata dal legale di Roggero, Stefano Marcolini, al Tribunale di Sorveglianza di Torino venerdì scorso, poche ore prima che il 72enne si costituisse nel carcere e poi reiterata lunedì ai magistrati milanesi.
Fidanza a Bollate trova «un uomo forte e determinato»
Roggero è detenuto nel carcere milanese di Bollate, dove oggi si è recato in visita l’eurodeputato di FdI, Carlo Fidanza. «La vicenda di Mario Roggero ha scosso l’Italia e tutti noi. Oggi, di rientro da Bruxelles, ho visitato la Casa di Reclusione di Bollate dove ho incontrato il Direttore, gli agenti della Polizia Penitenziaria e molti detenuti impegnati nelle attività lavorative in carcere. Naturalmente ho avuto modo di salutare anche Mario», ha scritto Fidanza sui propri social.
Il centrodestra rilancia la richiesta di grazia
«Ho trovato un uomo forte e determinato, nonostante il dramma che sta attraversando da quel maledetto 28 aprile del 2021 e ancor più da venerdì scorso, quando ha varcato le porte del carcere», ha riferito Fidanza, spiegando che «ancor più dopo questo incontro, resto convinto che la nostra richiesta di grazia per Mario Roggero sia più che fondata e, nel rispetto assoluto delle prerogative del Capo dello Stato, meriti di essere valutata».
«Noi continueremo a chiederla, così come continueremo a batterci per evitare la beffa del risarcimento a favore dei familiari di chi ha aggredito Mario e la sua famiglia. Continueremo a raccontare la sua storia e a stargli vicino. Forza Mario!», ha concluso Fidanza, mentre il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha ribadito di ritenere «Mario Roggero un uomo perbene, che ha lavorato onestamente tutta la sua vita, che non merita di stare in carcere», tanto che «se fosse possibile, lo candiderei senza alcuna esitazione».
A ritendere che «si debba dare un perdono sociale a questa persona attraverso la grazia» è anche l’altro vicepremier e leader di FI, Antonio Tajani, per il quale Roggero «è colpevole e ha sbagliato». Essere favorevoli alla grazia, ha aggiunto Tajani, «non significa tirare per la giacchetta il capo dello Stato».