Johnny Lo Zingaro stava cercando di lasciare la Sardegna per raggiungere la compagna

martedì 15 settembre 15:19 - di Redazione

Stava aspettando che le acque si placassero Johnny Lo Zingaro. E poi, nei suoi piani, avrebbe lasciato la Sardegna per ricongiungersi con la sua compagna, partita dall’isola la sera stessa in cui Johnny Mastini non aveva fatto rientro nel carcere di Bancali, a Sassari.

È questa la convinzione degli uomini della Squadra Mobile sassarese che questa mattina  hanno rintracciato Johnny Lo Zingaro in un casolare in località Taniga, nella campagne intorno a Sassari.

Con Johnny Lo Zingaro è stato fermato anche un uomo, sardo, proprietario della casa attigua al casolare, il 51enne Lorenzo Panei, arrestato in flagranza con l’accusa di favoreggiamento.

“È l’esito di una indagine minuziosa, partita subito dopo il mancato rientro di Mastini a Bancali, lo scorso 6 settembre”, spiega all’Adnkronos Dario Mongiovì, capo della Mobile di Sassari, che ha catturato questa mattina l’ergastolano.

Fondamentale è stato il coordinamento fra la Procura di Sassari, la Polizia di frontiera ”che si è subito mobilitata – rivela Mongiovì – per verificare che Mastini non avesse lasciato la Sardegna né con la compagna né successivamente”, la Mobile di Cagliari, lo Sco e al Nucleo Centrale investigativo della Polizia penitenziaria di Roma, “che ci ha aiutato a ricostruire minuziosamente tutta la vita carceraria di Johnny lo Zingaro, i suoi compagni di cella, i contatti dentro e fuori dal carcere”.

Aver potuto trascorrere del tempo con la compagna di una vita e aver riassaporato la libertà nei giorni di permesso premio avrebbero fatto maturare in Johnny Lo Zingaro la decisione di scappare, sostengono gli investigatori.

“Di sicuro c’era la volontà di raggiungere la compagna non appena fosse stato possibile”, spiega Mongiovì, aggiungendo che in questi dieci giorni sono stati controllati tutti i possibili collegamenti con la Penisola.

“Certi che fosse ancora in Sardegna, ieri abbiamo circoscritto la zona dove poteva trovarsi ed effettuato una decina di perquisizioni, fino a trovare la casa di chi lo nascondeva e il casolare in cui abbiamo preso Mastini“.

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