Incendi sull’isola di Lesbo, 13mila migranti sfollati: dall’Italia parte l’appello per accoglierli

mercoledì 9 settembre 17:39 - di Laura Ferrari
Lesbo

Sull’isola di Lesbo, all’alba, è andato a fuoco il campo profughi più grande d’Europa. Circa 13mila migranti stanno fuggendo e verranno trasportati altrove. Una tragedia umanitaria che, inevitabilmente, avrà ripercussioni in Italia. 

La Germania lancia l’invito alla accoglienza agli altri Paesi Ue

«Ciò che è accaduto a Moria è un disastro umanitario». Così il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, ha commentato gli incendi divampati questa mattina nel campo migranti di Moria, sull’isola greca di Lesbo. “Assieme alla Commissione Europea – ha scritto su Twitter – e ad altri stati membri vogliamo aiutare, dobbiamo decidere prima possibile come sostenere la Grecia”. “Questo include distribuire i rifugiati tra gli stati che lo vogliono”, ha concluso.

Da Lesbo quanti arriveranno in Italia?

La Comunità di Sant’Egidio ha lanciato un appello a tutti i paesi dell’Unione europea perché accolgano con urgenza i profughi che con l’incendio del campo di Moria hanno perso tutto. «Si tratta di richiedenti asilo che da mesi, alcuni da anni, vivono in condizioni di estrema precarietà, dopo aver fatto lunghi e rischiosissimi viaggi per fuggire da guerre o situazioni insostenibili, in gran parte provenienti dall’Afghanistan – spiega Sant’Egidio in una nota – Sono per lo più famiglie, per una cifra complessiva di presenze che si aggira attorno alle 13 mila, con una percentuale di minori del 40 per cento. L’Europa, se è ancora all’altezza della sua tradizione di civiltà e umanità, deve farsene carico con un atto di responsabilità collettiva».

Il Papa sull’isola di Lesbo

La comunità ricorda «le storie di integrazione di chi abbiamo accompagnato in Europa con il corridoio umanitario che inaugurò nell’aprile 2016 Papa Francesco portando con sé alcuni profughi nel suo aereo, al ritorno dalla sua visita a Lesbo».

L’appello della comunità di Sant’Egidio

«Nel frattempo, per fronteggiare l’emergenza di queste ore, chiediamo il trasferimento urgente dei profughi in campi attrezzati, forniti di servizi, in terraferma, per evitare ulteriori drammi della disperazione. Occorre inoltre che le associazioni presenti nell’isola abbiano libero accesso per portare aiuti immediati ai profughi», conclude Sant’Egidio.

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