Cori beceri nelle piazze
Gb, stretta di Starmer: proibire le manifestazioni pro-Pal. Rischio di radicalizzazione dopo gli ultimi eventi
+ Seguici su Google DiscoverIl governo britannico, dopo anni di disordini causati dai cortei antagonisti pro-Pal, è ora alle prese con il problema della radicalizzazione. Per questo motivo, Keir Starmer sta pensando di mettere un freno a tutti quei fenomeni che rischiano di destabilizzare il Paese in termini ideologici. Se sia troppo presto o tardi per adottare dei provvedimenti più duri, però, sarà il tempo a deciderlo. «Difenderò sempre la libertà di espressione e il diritto alla protesta pacifica», ha spiegato il primo ministro, ricordando però che gli slogan come «globalizzare l’intifada» sono «completamente fuori limite» e chi li pronuncia «dovrebbe essere perseguito». Inoltre, Starmer ha confermato alla Bbc che, in determinate occasioni, il governo potrebbe arrivare a vietare alcune manifestazioni pro-Pal, sottolineando «l’effetto cumulativo» di questi raduni sulla comunità ebraica dopo gli ultimi episodi di violenza.
Starmer pensa a proibire le manifestazioni pro-Pal per i rischi legati alla radicalizzazione
Il premier britannico non ha mancato di riconoscere l’esistenza di «opinioni forti e legittime sul Medio Oriente e su Gaza», ma evidenziando che molti membri della comunità gli abbiano espresso timore per la natura reiterata delle proteste. «È il momento di esaminare complessivamente le manifestazioni e il loro effetto cumulativo», ha ricordato, per poi annunciare che l’esecutivo sta valutando «quali ulteriori misure» potrebbero essere adottate. Quando gli è stato chiesto se ci sia il bisogno di intervenire su slogan e simboli o proibire completamente i cortei, Starmer ha risposto: «Certamente la prima opzione, ma ci sono anche casi per la seconda».
La presa di posizione sulla sicurezza dopo l’ultimo accoltellamento a Londra
Le parole di Starmer arrivano dopo l’accoltellamento dello scorso giovedì a Golden greens, nella periferia di Londra. Due ebrei sono stati feriti da un 45enne di origini somale, che era arrivato in Gran Bretagna da bambino. Il giorno seguente, il governo ha stanziato 25 milioni di sterline per il potenziamento della sicurezza nelle comunità semite. Come ha ricordato Bbc, i soldi saranno utilizzati per aumentare il numero di pattuglie della Polizia e per potenziare il livello della sicurezza attorno a Sinagoghe, scuole e centri frequentati dagli ebrei. Evidentemente, l’ultimo evento deve aver allertato Downing street sui rischi legati all’incolumità di chi non ha niente a che vedere con i conflitti distanti, ma rimane comunque vittima delle faide ideologizzate.