Intolleranza islamica
Distrutti due simboli della cristianità in Medio Oriente. L’autorità cristiana armena condanna l’Azerbaijan
+ Seguici su Google DiscoverLe rappresaglie contro i cristiani proseguono in Medio Oriente, ma stavolta in ambito culturale. Come ha riportato il Christian post, le autorità azere hanno distrutto due chiese storiche a Sepanakert, nel Nagorno Karabakh. Il territorio, che in principio apparteneva all’Armenia, è occupato dal 2023 dai militari di Baku. Secondo le autorità ecclesiastiche di Erevan, la demolizione dei siti di culto è una campagna volta a cancellare il patrimonio armeno dalla zona. Secondo quanto riportato da Radio Free Europe, la Cattedrale della Santa Madre di Dio, il principale punto di ritrovo cristiano a Stepanakert, è stato raso al suolo sulla base di immagini satellitari registrate domenica. La chiesa era stata costruita nel 2006, per poi essere consacrata 13 anni dopo. Nel 2020, la chiesa ebbe un ruolo fondamentale per la popolazione, visto che il suo seminterrato veniva utilizzato come rifugio per i residenti contro gli attacchi aerei.
Armenia, gli azeri distruggono due chiese importanti per le comunità cristiane
La cattedrale della Santa Madre di Dio non è l’unica ad essere stata distrutta dalle forze d’occupazione: anche la chiesa di San Jacob, infatti, ha subito la stessa sorte nelle ultime settimane. La sua costruzione era stata completata nel 2007, anche grazie a un finanziamento di un filantropo armeno-americano, in memoria del figlio defunto. Il Consiglio musulmano del Caucaso, un ente affiliato al governo azero, sostiene che le chiese fossero state edificate «illegalmente» e che quindi la loro demolizione «non può essere distorta in alcun modo come la distruzione del patrimonio religioso o culturale». L’associazione islamica ha poi reso noto che gli azeri avessero esortato le autorità a rimuovere i luoghi di culto.
La denuncia dei cristiani
La settimana scorsa, l’ente della Chiesa apostolica armena, Madre sede del Santo Etchmiadzin, ha criticato l’Azerbaijan, accusandolo di «mirare deliberatamente i luoghi sacri cristiani armeni, cercando di cancellare la loro presenza» nel Nagorno-Karabakh. Il Consiglio dei musulmani del Caucaso, anziché valutare le azioni condotte sul territorio, ha deciso di etichettare la dichiarazione come una «manifestazione di ostilità e disinformazione».
Ultima notizia
La sentenza
Francia, duro colpo agli antifà: il Consiglio di Stato conferma lo scioglimento della Juene guarde
Politica - di Gabriele Caramelli