Conte in ginocchio, si sente mancare il terreno sotto i piedi e supplica Pd e M5S: «Accordatevi»

mercoledì 19 agosto 12:38 - di Fulvio Carro
Conte

Giuseppe Conte ora ha paura. Stanno tentando di tutto, i giallorossi, per non trasformare le elezioni in un incubo. E lui rischia grosso, una sconfitta avrebbe comunque conseguenze politiche. E allora si mette quasi in ginocchio, invita a mettersi d’accordo perché altrimenti vince la destra e per lui sono dolori.

Conte lancia l’appello a Pd e M5S

«Trovo ragionevole che le forze politiche che sostengono il governo provino a dialogare anche a livello regionale». Conte lo ribadisce in un’intervista al Fatto Quotidiano. «In Puglia e nelle Marche presentarsi divisi espone al rischio di sprecare una grande occasione». Poi aggiunge con la solita retorica: «Stiamo elaborando un Recovery Plan, finanziato con ingenti fondi europei, che costituisce la più grande opportunità per le nuove generazioni dal secondo dopoguerra a oggi. Le Regioni -ricorda il premier- saranno coinvolte in questi progetti e diventeranno anche dei centri di spesa».

La situazione in Puglia e nelle Marche

«Ovviamente», aggiunge, «il governo non farà distinzioni di colore politico nei confronti dei governi regionali. Ma le forze di maggioranza dovrebbero avere tutto l’interesse a competere al meglio per essere protagoniste in questa partita anche a livello regionale». Nello specifico, in Puglia, dice Conte, «sono certo che, se ci si sedesse intorno a un tavolo, si potrebbero affrontare tutte le questioni. E potrebbe nascere un deciso miglioramento delle liste, dei programmi, delle strategie politiche». Quanto alle Marche, «dal confronto può scaturire un progetto politico più rafforzato e più competitivo. Non è mio compito dare indicazioni sulle candidature. Ma confido che si possa dialogare senza irrigidimenti».

Conte ci prova: «Non sono elezioni politiche»

Poi tenta l’ultima carta dialettica. «Sono elezioni regionali, non politiche», dice Conte. «Ne abbiamo già affrontate in passato. Non si tratta di dare un voto al governo. Ma ritengo legittimo auspicare che le forze di maggioranza trovino il modo di collaborare anche a livello regionale».

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