Odio ideologico in piazza
Torino, Primo Maggio di tensioni e violenza: gli antagonisti di Askatasuna e i pro-Flottilla scatenano il caos. Bottiglie di vetro e insulti alla polizia (video)
+ Seguici su Google DiscoverMentre l’Italia intera celebra il lavoro come diritto e come valore fondante della nostra Costituzione, a Torino antagonisti di Askatasuna, pro-Pal e pro-Flottilla scatenano l’inferno. E alla faccia di festa e coesione nazionali, quello che va in scena è l’ennesimo, indecoroso, e inquietante spettacolo di intolleranza e guerriglia urbana. Siamo alle solite, ma non ci si anestetizza mai allo scempio messo in piazza: il corteo del Primo Maggio nel capoluogo piemontese è stato sfregiato dall’assalto dei soliti noti. Ossia, antagonisti, esponenti del centro sociale Askatasuna, No Tav e collettivi studenteschi, che hanno trasformato le strade della città in un campo di battaglia.
Primo Maggio a Torino, gli antagonisti di Askatasuna attaccano la polizia
La tensione è esplosa quando lo spezzone dei centri sociali, composto da oltre mille persone, ha tentato di forzare il dispositivo di sicurezza per dirigersi verso la palazzina di corso Regina Margherita, sgomberata lo scorso dicembre dopo trent’anni di occupazione abusiva. Le forze dell’ordine, schierate in assetto antisommossa a difesa dei luoghi sensibili, sono state bersagliate da lanci di bottiglie di vetro e oggetti contundenti. Solo la fermezza e le cariche di alleggerimento della Polizia hanno impedito che la situazione degenerasse ulteriormente in un centro cittadino già “militarizzato” per prevenire il peggio.
Scontri tra Askatasuna e pro-Flottilla e gli agenti: bottiglie di vetro contro la polizia
Ma non è ancora tutto. Perché il caos non ha riguardato solo l’ordine pubblico. Il corteo ha registrato un violento corto circuito interno alla galassia progressista extraparlamentare che, in un impeto al grido di tutti contro tutti, ha visto – o meglio: ha sentito – gli attivisti prima gridare ai poliziotti “fascisti, fascisti”, poi intonare cori ostili contro il Partito democratico, chiedendone l’esclusione dalla manifestazione. Come facilmente intuibile, allora, ne sono nati diverbi e momenti di tensione che testimoniano l’incapacità della sinistra di tollerare persino se stessa.
Sindacati di polizia: slogan e uso ideologico di parole da chi devasta le piazze
Dura la reazione dei sindacati di Polizia. Pasquale Griesi (Fsp), come riporta Il Giornale, ha denunciato l’uso ideologico della parola “resistenza”, usata dagli antagonisti per giustificare il degrado: «Per me resistenza vuol dire resistere a chi ammazza, a chi trasforma le nostre città in luoghi insicuri, a chi aggredisce. Invece la parola diventa solo uno strumento contro l’avversario democraticamente eletto, mai contro chi devasta le piazze».
Primo Maggio a Torino, caos e tensioni: il solito copione di Askatasuna e affini
Così, mentre i lavoratori onesti celebrano la loro festa, i professionisti del disordine scelgono ancora una volta di stare dalla parte dell’illegalità. Celebrando uno sgombero dovuto e atteso da tempo, come una “ferita”, anziché come il necessario ripristino del diritto. Pertanto, impossibile non riconoscere solidarietà totale agli agenti sbeffeggiati, insultati e attaccati, mentre, ancora una volta, garantivano la sicurezza di tutti. Rispondendo alla minaccia violenta con gli idranti, con cui buttare acqua sul fuoco della rivendicazione aggressiva.
(In alto, foto Ansa. Sotto il video postato da Il Messaggero su Youtube, da La Presse sui momenti di tensione al corteo degli antagonisti a Torino. I manifestanti, circa un migliaio, arrivati in Corso Regina Margherita, sono arrivati al contatto con la polizia in tenuta antisommossa. Gli agenti hanno allontanato gli attivisti, diretti al centro sociale Askatasuna, con gli idranti).
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