Palamara, la lettera della giudice non schierata che lo svergogna: “Mi ricordo di te, eri quello che…”

lunedì 8 giugno 19:15 - di Roberto Frulli
Palamara

Una lettera aperta a Luca Palamara. La scrive, su Facebook, Silvana Ferriero, giudice calabrese che con l’ex-capo dell’Anm indagato a Perugia per corruzione ha condiviso il periodo del tirocinio per magistrati a Roma negli anni ’90.

Una lettera dura. E imbarazzante per Palamara. Una lettera che prende le distanze con sdegno da quanto emerso nelle intercettazioni di Perugia.

“Leggo sui giornali – scrive la giudice a Palamara – che durante il passaggio in tv da Vespa avresti espresso un senso di angoscia e disagio per i colleghi non legati alle correnti. Ma anche che alla domanda di Vespa sulla possibilità di dimetterti avresti risposto “non penso alle dimissioni, io amo la magistratura“.

“Non so se ti ricordi di me. E non credo – aggiunge la Ferriero rivolta a Palamara – visto che appartengo alla schiera di quelli, per fortuna tanti, che non sono finiti manco per sbaglio nella rete delle tue chat. Eppure noi abbiamo fatto il tirocinio – uditorato, allora si chiamava così – insieme a Roma. Siamo dello stesso concorso”.

“Io pure, non è che ricordi moltissimo di te durante quell’anno e mezzo trascorso negli uffici giudiziari romani. I  pochi ricordi che ho – fulmina Palamara la collega – mi ti presentano come uno che organizzava feste, una sorta di Pr degli uditori DM 30/05/1996″.

“All’epoca – prosegue Silvana Ferriero rivolta all’ex-capo dell’Anm indagato a Perugia per corruzione – registrai il fatto come un dato sostanzialmente neutro. Ero appena approdata in un mondo per me completamente nuovo. Le mie energie e la mia curiosità erano convogliate verso il tentativo di capire e di imparare il più possibile di un mestiere di cui non sapevo niente. E che mi appariva difficilissimo”.

“Poi -ricorda la magistrata a Palamara – arrivò il momento della scelta delle sedi. E ognuno di noi prese la sua strada. La mia mi portò in Calabria, a fare il giudice civile. Uno di quelli che smazzano carte per dieci ore al giorno. Lontani da ogni riflettore. E con l’incubo costante dell’arretrato. E delle possibilità di incorrere in qualche ritardo nei depositi. Per incidens questo incubo è stato, per anni, il cavallo di battaglia elettorale di tanti tuoi compagni di corrente. Sedicenti paladini in sede disciplinare di tutti quegli sventurati che avessero avuto la lungimiranza di ovviare alla sciagura di incappare in macroscopici ritardi con la provvida adesione alla corrente giusta”.

Non “ricordo – sottolinea il giudice con amarezza – dove ti condusse la tua strada nell’immediato. Ma so che in seguito fu costellata di tappe che sulla mia mappa non erano neanche segnalate. La presidenza dell’Anm, l’elezione al Csm.

“Durante questi anni – elenca Silvana Ferrario – io sono stata giudice civile di primo grado, giudice penale di primo grado, giudice civile di Corte d’Appello, magistrato di Sorveglianza. E, poi, ancora giudice civile d’appello. Ho lavorato assai, con scrupolo, con zelo. Ma soprattutto con grande passione. Ho lavorato così tanto che, alla fine, mi sono innamorata di questo lavoro. Che, in realtà, avevo scelto quasi per caso”.

Ho “amato – scrive ancora il giudice – la ritualità del processo (diversa per il penale e per il civile ma sempre con una sua suggestione). La logica stringente del diritto civile, quella un po’ fantasiosa del diritto penale. Ho amato l’aria che si respira nei Palazzi di giustizia, la luce di certe aule in certe ore del giorno- L’atto di indossare la toga. Ho amato il confronto con i colleghi e con il foro. Il rapporto speciale con alcuni cancellieri, l’incontro prezioso con una umanità a volte miserabile a volte altissima. Ma sempre in qualche modo straordinaria”.

“Ho amato e temuto il potere terribile e formidabile di entrare nella vita delle persone fatalmente legato all’esercizio della giurisdizione. Ho cercato di usarlo – rivela la Ferrario a Palamara – con sapienza, con equilibrio, ma soprattutto con rispetto. Ho amato la possibilità che talvolta quel potere fornisce di raddrizzare un torto, di rimettere le cose a posto. Da lettrice compulsiva quale sono ho amato, forse più di ogni altra cosa, la promessa di una nuova storia che mi pareva di intravedere dietro la copertina di ciascun fascicolo che ho sfogliato. Ho amato l’impareggiabile soddisfazione, dopo ore e ore di studio, di essere colta all’improvviso, magari mentre cucinavo o facevo la doccia, dalla spontanea e inaspettata presentazione alla mia mente della soluzione giuridica corretta che stavo cercando”.

Sono “tra i tanti magistrati – aggiunge il magistrato – ai quali lo sfascio prodotto dal correntismo ha provocato solo danni indiretti. Non ho mai presentato una domanda per un direttivo o un semidirettivo. Quindi la mancanza di uno sponsor non mi ha mai pregiudicato in concreto. Non sono mai incappata in vicende disciplinari. Quindi la presenza dello sponsor non mi è mai davvero servita. Come si dice? Nec spe nec metu”.

“Condivido con molti colleghi – dice la Ferrario a Palamara – la responsabilità di avere consentito con la nostra inerzia a te e a quelli come te di arrivare al punto in cui siamo. Potevamo fare qualcosa? Non lo so, certo non ci abbiamo nemmeno provato. La nostra responsabilità però non è neanche lontanamente paragonabile alla vostra. Il discredito dell’intera categoria. La rottura, forse irreparabile, del rapporto fiduciario che dovrebbe esistere tra noi e quel popolo in nome del quale amministriamo la giustizia sono frutto della vostra spregiudicatezza, della vostra insensibilità, della vostra insaziabile e incomprensibile sete di potere”.

Leggendo “molte delle intercettazioni pubblicate – conclude il giudice svergognando Palamara -, una delle domande che mi sono posta più di frequente è stata: ma questi perché hanno voluto fare i magistrati? Che c’entrano loro con l’esercizio della giurisdizione? Che ben venga allora la tua tardiva resipiscenza nei confronti dei magistrati non legati alle correnti. Ma, per piacere, risparmiaci la tua inconcludente professione d’amore per la magistratura. Non ho ancora capito bene che mestiere hai fatto in tutti questi anni. Ma so per certo che la magistratura è un’altra cosa”.

 

Commenti

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  • Francesco Ienzi 15 giugno 2020

    Lei scrive: “Non ho ancora capito bene che mestiere hai fatto in tutti questi anni”. Uno e sotto gli occhi di tutti, fresco da 10 anni: “Processo Gea”. Lei dottoressa Luciana Ferriero, 10 anni fa dove era? Fu un processo che tenne occupate le menti di tutto (quasi) un popolo: pro e contro la Juventus. Possibile le siano sfuggiti i titoloni della Gogna Mediatica degli amici di “palamara” (i travaglio per intenderci):
    Processo Gea, “ha vinto Palamara: ‘condannati’ i Moggi”. Sembrava (o forse lo era?) che ma magistratura italiani fosse ai suoi (suoi di palamara) piedi. Addirittura catapultato al CSM!!! Era il “palamara” tanto alto, o il CSM tanto basso? Se ogni tanto e di piu’, ancora esce qualche giudice a festeggiare l’evento, e osannare l’autore del maledetto imbroglio (palamara!)! I giudici per premiare il loro capo:”palamara” con la condanna dei Moggi padre & figlio, hanno dovuto inventarsi il delitto: “violenza privata”! Tanto evidente l’imbroglio, ma ci fosse stato un giudice, solo uno che si fosse ribellato alla vergogna giuridica! Ecco perche gli italini: contenti o gabbati, fanno della Magistratura, di tutta l’erba un fascio. Lei inclusa…purtoppo. Orgoglioso che a unscie, e’ cantare fuori dal coro, sia UNA Gidice. CALABRESE!

  • Antonio montefusco 15 giugno 2020

    Si e’vero il discredito verso la magistratura lo sento tutto ma credo che la responsabilità non sia delle persone ma del sistema giustizia creato nel tempo dal potere politico.cmq sapere che ci sono tanti magistrati come la dott. Ferrero ci rincuora un poco, grazie

  • Cristina briccolani 14 giugno 2020

    Ci vorrebbero più persone così in Italia grazie signora.

  • Benito Capobianco 13 giugno 2020

    Questi sono magistrati di cui andare fieri. Veri rappresentanti della giustizia popolare. Purtroppo sono perle rarissime!

  • Giancarlo SACCOCCIO 13 giugno 2020

    Un po’ esasperata nell’insieme ma di una conclusione esatta, precisa, giusta.
    Al punto che lascia accettare il tutto senza riserva alcuna. Brava!

  • Salvatore 12 giugno 2020

    Nulla da dire o aggiungere a quello detto dal Magistrato Ferrario….solo CHAPEAU.

  • LUCIANO MATTEI 12 giugno 2020

    CARA AMICA MAGISTRATO IO CAPISCO IL SENSO DELLA TUA LETTERA; CIOE’ IL DISAPPUNTO PER IL COMPORTAMENTO SCORRETTO E ASSOLUTAMENTE ; CHE DIRE CENSURABILE ? PER NON DIRE QUALCOSA DI PIU PESANTE E CONDANNEVOLE NEI CONFRONTI DI CHI HA ROVINATO IL VERO VALORE DELLA PAROLA GIUSTIZIA ! E DEL DETTO “”LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI””INFATTI TUTTI VOGLIONO CONDANNARE COLUI CHE HA CERCATO DI FERMARE CHI FA IL REATO DI ENTRARE SENZA PERMESSO IN ITALIA E IO SPERO CHE OLTRE ALLA LETTERA AL SUO COLLEGA SI PRODIGHI PER NON FAR CONDANNARE I NOSTRI DIFENSORI DALL’INVASIONE PER CERCARE ANCHE DI CONTENERE LA DELINQUENZA E LO SPACCIO ASSIEME AGLI STUPRI DEGLI EXTRA COMUNITARI IN QUANTO IN ITALIA DI DELINQUENZA CE NE E’ GIA’ ABBASTANZA SENZA NECESSITA’ DI IMPORTARLA LA SALUTO CON UNA GROSSA CORDIALITA’ CON LA SPERANZA DA ME ESPRESSA

  • PIETRO MENDICINO 12 giugno 2020

    VOGLIO COMPLIMENTARMI CON LA DR.SSA SILVANA FERRAIO PERCHE’ LEI HA DAVVERO FATTO IL PROPRIO LAVORO. SOLO CHI FA ROTAZIONE DI SERVIZI COME HA FATTO LEI E LO FA CON DEVOZIONE E VICINANZA AL POPOLO, POTRA DAVVERO DIRE QUELLA FRASE ”IN NOME DEL POPOLO ITALIANO”. NON LA CONOSCO MA LA STIMO LO STESSO.
    PIETRO MENDICINO

  • salvatore.dimartino363@virgilio.it 11 giugno 2020

    salvatore.dimartino363@virgilio.it .Per colpa di alcuni magistrati tipo PALAMARA la Magistratura non ha più credibilità. Grande è la magistrata Ferreiro e ha scritto una grande lettera e da ammirare quello che ha scritto ed è come “Una Mosca bianca” Grande magistrato “ADMAJORA semper ” speriamo che molti seguano le Sue orme e i suoi Principi sani solo così La Magistratura ritornerà credibile e affidabile.Buona serata a tutte le persone ONESTE e AFFIDABILI.

  • Cris Martella 11 giugno 2020

    Fantastica ! Una lettera che lenisce i nostri cuori martoriati di Italiani affranti e disgustati !

  • Andina 11 giugno 2020

    Grazie Giudice Ferriero , finalmente un giudice – e mi inorgoglisce che sia un giudice donna- ha preso formalmente le distanze dal verminaio Palamara ! Me ne compiaccio e la ringrazio doppiamente anche in considerazione del fatto che neppure il giudice in capo, il Presidente del CSM Mattarella, ha preso le distanze da questa squallida storia . Lunga vita a lei e a quelli come lei !

  • Gastone 11 giugno 2020

    Questa lettera ha risvegliato in me una flebile fiducia nella magistratura, io che da cittadino, mai giudicato e mai macchiato, teme di essere giudicato da un uomo o una donna, magistrati che potessero valutare il mio caso non imparzialmente.
    Mi domando alla luce delle intercettazioni, èerche facciamo ancora camminare un ex ministro dell’interno verso un processo costruito ad arte ?
    grazie Ferriero se io fossi colpevole vorrei essere giudicato da lei .

  • Patrizio valente 10 giugno 2020

    Non sono un magistrato ma per lavoro frequento le procure. Lo “sfogo” del giudice è condivisibile, pieno di saggezza, scrupolo e responsabilità. Ho visto anch’io porta a porta, ho pertanto assistito all’intervista di quell’uomo che, dicasi magistrato, ma di magistrato ha poco e nulla. Mi sono indignato quando disse che amava la magistratura che non l’avrebbe lasciata. Non ci sono parole ma in Italia purtroppo e da tempo, parlano tutti a tutti si da credito anche a chi bisognerebbe imbavagliare per evitare il contagio di idee e comportamenti inappropriati. Oltre a modificare il csm bisognerebbe mettere mano anche alle regole del concorso, farle più stringenti perché la giustizia è garanzia di democrazia di tutela del cittadino, insomma la parte più importante di uno stato democratico e quindi i candidati devono essere la parte migliore della società. Cominciamo da lì e forse eviteremo altri scandali.

  • Maria 10 giugno 2020

    Sono indignata e disgustata al pensiero ? che a volte capita di avere la vita stravolta dal giudice frettoloso e pressappochista incompetente .
    DAGLI INTRALLAZZATORI
    POVERI NOI SE CADIAMO NELLE LORO MANI E POVERA ITALIA

  • Emanuele 10 giugno 2020

    Continuo a credere nella Giustizia, che poi arriva, nonostante essere stato morso da serpenti velenosi quali sono stati alcuni magistrati corrotti e poi arrestati. Fa onore alla Sua categoria e a tutte le persone per bene che hanno letto, quello che Lei ha scritto; è una boccata di ossigeno. È comunque vero quello che dice un commentatore: l’unico modo per contrastare il gravissimo fenomeno corruttivo e di malaffare che esiste in magistratura, causa di disastri nei delicati equilibri democratici e politici del nostro Paese, è il Vs. deciso intervento in sede di autogoverno, di commissioni di controllo e di commissioni di disciplina. Qui potreste cambiare radicalmente molto che “non funziona”.
    Nonostante il mio massimo apprezzamento per l’ottimo lavoro svolto in talune circostanze sia dalla Guardia di Finanza, sia da alcune importanti Procure italiane, eccezionali anche se un po tardive, devo purtroppo ammettere che attualmente nessun altro potere, tantomeno per volontà politica, probabilmente perché in taluni casi è stata neutralizzata come abbiamo visto, può avere pari forza per sradicare quel marcio di cui si parla e restituire alla nobile missione della Magistratura il proprio ruolo istituzionale di autonomia e indipendenza, rifugio di credibilità, equità e giustizia sociale della gente per bene, ma soprattutto per il bene dello Stato.

  • Stefano 10 giugno 2020

    Come non condividere in toto!!!

  • Giovanni 10 giugno 2020

    Ho fatto per dieci anni il giudice popolare in Corte d’Assisi ed ho visto con quale dedizione si applicava il ns. (presidente) , sono d’accordo con la giudice scrivente l’articolo ‘la magistratura è unn’altra cosa.

  • Roberto 10 giugno 2020

    Vera, essenziale, bella.

  • "Giovanni Battista Perasso" 10 giugno 2020

    Grazie di cuore, chissà che non sia arrivato il momento di dire BASTA tutti in coro!

  • vincenzo Stoto 10 giugno 2020

    Donna e Magistrato di grande valore….

  • Bepoe 10 giugno 2020

    Bella ma i magistrati politicizzati sono inaffidabili e di riflesso buona parte della magistratura

  • Ines Corinti 10 giugno 2020

    Grande! Ho trovato la sua lettera straordinaria e ammiro la sua onestà! Ora vorrei chiedere a tutti i magistrati corretti e onesti come Lei, di scrivere anch’essi una lettera per ribadire che esistono anche loro e che sono tanti… Penso che l’Italia tutta se lo meriti.

  • Giuseppe Forconi 10 giugno 2020

    Una goccia d’acqua pulita in un mare sporco, ma anche il mare e’ fatto di gocce, forse il contatto con questa goccia d’acqua pulita potra’ trasmettere la sua purezza alle altre gocce, chissa’!!!
    Grazie a Lei, Dr. Silvana Ferriero, si puo’ nuovamente sperare nella magistratura italiana.

  • franco 10 giugno 2020

    .Brava! Onore alla magistratura.

  • Rita Zonin 10 giugno 2020

    Brava,è da voi magistrati onesti che deve partire il riscatto!!!

  • Gino Profenna 9 giugno 2020

    Proprio come quando un/a grande artista è in scena, alla fine, gli/le si tributa un grosso applauso, perché meritato e perché è sceso fra il pubblico con la sua interpretazione diventando un lui, una lei, che in quel dato istante erano là, e solo per lui/lei entusiasti. Ecco il mio commento da appassionato di teatro perché vivo il teatro, e non solo, e perché anche nelle aule giudiziarie, ci sono stato per molti anni (Tribunale Amministrativo Regionale della Campania) ed ex Pretura di Napoli molto prima. La mia sincera ammirazione gliela esterno con un fragoroso e scrosciante applauso di una prima teatrale. “La Magistratura è tutt’altra cosa” ha ragione, E teatralmente rispondo al dr. Palamara: Meglio ca te ‘mparave zappatore. ‘O zappatore nun s’ha scorda ‘a mamma!

  • Carmine masucci 9 giugno 2020

    Brava, la giustizia in Italia sono i giudici come te, questo ti fa onore!

  • Claudio Brandani 9 giugno 2020

    Mi farebbe piacere, così come a molti cittadini italiani, vedere la firma di centinaia di
    migliaia di giudici intonsi in calce a questa lettera. E’ un vero peccato che ciò non accada però ci spero.

  • Leandro 9 giugno 2020

    Grande e onesta
    Questi sono veri magistrati al servizio della Giustizia….l

  • sergio 9 giugno 2020

    Complimenti a Lei signora Giudice!!
    Sono convinto che la maggioranza dei magistrati siano persone serie ed oneste come Lei e che,come Ella,non hanno avuto la necessità di far parte di correnti e aree varie per SERVIRE la Magistratura con competenza e spirito di servizio!!!
    Una nazione seria, a seguito di questi fatti,avrebbe già sciolto l’ANM e la Corte Costituzionale provvedendo, altresì, alla nomina di una commissione d’inchiesta,atta ad accertare l’esistenza di azioni e comportamenti penalmente rilevanti ; ma così non sarà ,visto il livello che purtroppo ha raggiunto la politica nazionale!!

  • Anna Marino 9 giugno 2020

    Grazie dottoressa, ci vorrebbero tante dichiarazioni come la sua per tessere la tela chiamata “fiducia”. Quest’ultima è stata lisa nel tempo da Palamara e sicuramente tanti altri… e non sarà facile ricominciare a credere in coloro che avrebbero dovuto rappresentare la Giustizia con la “G” maiuscola. Cordiali saluti con stima. Anna Marino

  • Giancarlo COTRONEO 9 giugno 2020

    Se almeno il 30% dei magistrati italiani in servizio fossero della stessa stoffa e della medesima caratura morale della dottoressa Silvana FERRARIO , io rivedrei il mio proposito di chiudere i miei giorni in un Paese differente e rinuncerei a spingere i miei due figli ad abbandonarlo per trovare lavoro e soddisfazioni altrove (con una netta preferenza nei suggerimenti per Commonwealth ed USA ) .
    Ma , purtroppo , temo che la citata signora sia una “rara avis” , cui peraltro non si può non riconoscere un grande coraggio ! Diecimila S.Ferrario e l’Italia risorge !!
    Parafrasando Maritain , da un chicco di grano può venire una messe abbondante , se condizioni e fortuna sono favorevoli !

  • federico barbarossa 9 giugno 2020

    Ora sentiamo cosa dice il Capo e Responsabile MATTARELLA!

  • Rita Bertucci 9 giugno 2020

    Mi auguro che Magistrati come Lei siano tanti e tali da riportare la Magistratura al giusto valore, perché è a causa di magistratuncoli che la gente ha sempre meno fiducia nella giustizia. Noi confidiamo in Voi

  • roberto 9 giugno 2020

    Complimenti al magistrato che come me agente ora in pensione, ha lavorato per 20 anni in una segreteria di P.M.,cercando di dare sempre il meglio di se stesso per far trionfare la legge del popolo Italiano.

  • Silvia Toresi 9 giugno 2020

    I magistrati dovrebbero essere tutti come lei!!!!

  • Fabio Massimo Addarii 9 giugno 2020

    Ecco un magistrato con la M maiuscola, come dovrebbero essere tutti e come erano, generalmente, prima che la categoria fosse infiltrata in concorsi pilotati da personaggi con in tasca la tessera di un ben preciso partito (pensiamo ai concorsi dal 1970 in avanti ? al pci ? parlo, purtroppo,per triste esperienza personale!).
    Speriamo che finalmente la situazione possa cambiare. (Ho un’esperienza con ormai cinquant’anni di professione legale).

  • MARTINELLI TIBERIO 9 giugno 2020

    Finalmente un vero Magistrato, degno del titolo, che rompe il ghiaccio e parla.Complimenti vivissimi e voglio sperare che altri seguano il Suo grande esempio.

  • Marcello Serra 9 giugno 2020

    E’ uno sfogo comprensibile di un Magistrato onesto e leale alla sua missione. Purtroppo la stragrande maggioranza dei magistrati, onesti e indefessi lavoratori dello Stato, è stata accomunata a coloro, pochissimi per la verità ma assai potenti, che hanno sfruttato il loro ruolo per distorcere la Verità declinandola alle necessità imposte dai loro obiettivi che sono gli obiettivi di chi li ha sostenuti e li sostiene, sia in ambito politico e sia in ambito mediatico. Capisco lo sfogo che questo Magistrato ha pubblicato per rivendicare l’onestà pratica e intellettuale di molti suoi Colleghi magistrati, onesti e fedeli alla loro missione. Purtroppo la riforma auspicata di questo ordine giudiziario che è diventato un potere improprio, non potrà che avvenire, come la Storia insegna, dal Popolo, non certamente dal CSM o dai politici attuali che hanno approfittato di questa costituzione che è “la più bella del mondo” soltanto per chi ci ha guadagnato e continua a guadagnarci ed ha interesse a non modificarla.

  • Pasquale Marazano 9 giugno 2020

    Questa signora è un vrro Magistrato e rappresenta benissimo l’a sua categoria.
    L’asta lettera meriterebbe di essere affissa negli albi di tutti i Palazzi di Giustizia d’Italia

  • Renzo 9 giugno 2020

    Finalmente una persona normale capace di farci credere nella Giustizia. Chissà quante persone hanno usufruito dei favori dei palamara e quanti hanno perso di credere nella giustizia proprio per loro. Io ho vissuto e sono stato giudicato dai palamara…. ?

  • Philo 9 giugno 2020

    Chapo Signora
    Quasi quasi fa ricredere sulla fiducia nella Magistratura e nella Legge “UGUALE PER TUTTI”?! Ho fondati dubbi Signora Giudice. Comunque lodevole il Suo intervento. Non tutte le mele sono marce in questa italietta di pusillanimi e quaquaraqua’.
    Cordialmente
    Alessandro Filiberto La Marca

  • Mario zanutti 9 giugno 2020

    0ra, se volete essere credibili, alle parole fate seguire i fatti

  • vilma castelli 9 giugno 2020

    ha fatto il pr per soddisfare la sua sete di dominio, senza alcuna riserva ne scrupolo di coscienza. Un personaggio che è sempre meglio perdere che trovare in qualsiasi contesto. Ma non sono meno colpevoli quelli che glielo hanno lasciato fare

  • Cristiani Riccardo 9 giugno 2020

    Quella della Silvana Ferrero, giudice calabrese, dovrebbe diventare una onesta e liberatrice denuncia fatta propria anche da esponenti rossi, ora PD, che si sono impegnati con ideale di generoso servizio al Paese in ambito parlamentare e, forse, anch’essi ignari di una collusione che ha reso indegna la nobiltà della politica. Non è mai troppo tardi….

  • lamberto lari 9 giugno 2020

    Bellissime le parole della dr.ssa Ferrario, ha tanta ragione in quello che dice! Ma ha anche ragione quando si riferisce al discredito creato nei confronti di tutta la categoria.
    Ci crediamo a queste parole? sono veramente sincere? E’ forte il desiderio di crederci e dopo un secondo mi dico ma sei scemo?? Come fai a cadere nuovamente nel trappolone! Attento stai attento sono come i cobra, pronti a colpire all’improvviso con un atto di “ingiustizia” mortale! Poi mi dico… è possibile che non ci sia una speranza? E leggo e rileggo le parole espresse da “confidenzialmente” Silvana, e più le rileggo e più ci credo, voglio crederci, come fossero le parole di un’ amica. Credo che quello che i cittadini desiderano e auspicano dai magistrati è condensato e meglio non poteva essere rappresentato dalle parole di Silvana che descrive la sua essenza nell’espletare la funzione di Giudice “con sapienza, con equilibrio, ma soprattutto con rispetto. Ho amato la possibilità che talvolta quel potere fornisce di raddrizzare un torto, di rimettere le cose a posto.” Grazie dr.ssa, amica mia, di queste parole che riaccendono quella fiducia e quel rispetto nella categoria che lei rappresenta, con riconoscenza.

  • Bartolomeo Zoglio 9 giugno 2020

    GRAZIE

  • Bellisario 9 giugno 2020

    Semplicemente straordinaria

  • Concetta 8 giugno 2020

    BRAVISSIMA AAAAAA LEI SÌ CHE RAPPRESENTA LA GIUSTIZIA QUELLA SANA , A DIFFERENZA DI PALAMARA CHE SOLO A GUARDARE LA SUA FACCIA ESPRIME IL PORCO ED INGORDO DEL POTERE PER POTERE ECONOMICO E VISCIDO ED ABOMINEVOLE

  • Antonio 8 giugno 2020

    Chapeau!!! La mia completa disistima della “magistratura” alla Palamara si è attenuata di fronte alle parole di una “Magistrata” come Silvana Ferriero. Forse c’è la speranza di essere indagati con equanimità anche per chi è di Centro Destra, ma molto meglio non commettere reati, non si sa mai………

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