Covid 19, Galli “esplode” in tv: «Il virus è più buono? Gli illustri colleghi dicono sciocchezze»

mercoledì 24 giugno 9:24 - di Gianluca Corrente
Galli

Una reazione dura, quasi inaspettata, quella del professor Massimo Galli. «Un virus diventato buono? No, il solito virus, magari con qualche mutazione che non lo rende più tranquillo». Il direttore del reparto Malattie Infettive all’ospedale Sacco di Milano, sbotta a Cartabianca. «Quarant’anni di studio, qui si continua a parlare. Gli esperti dicono una cosa e l’opposto. I miei illustri colleghi si sono improvvisati una competenza su virus e epidemia, venendo magari da fantastici curricula da altri campi. Io non mi metto a fare l’oncologo o il nefrologo, non mi metto a fare altri mestieri in termini di valutazioni di elementi e di esperienza, santo cielo», dice Galli.

Massimo Galli attacca gli “illustri colleghi”

«Questi illustri colleghi, che magari hanno posizioni sul virus diventato buono, mi giustificano focolai in giro per l’Italia. Mi giustificano pazienti che in questo momento a Tor Vergata hanno purtroppo una ventilazione meccanica venendo dal focolaio del San Raffaele. Dobbiamo distinguere», incalza Galli, «tra la coda di un’epidemia – con casi di minore gravità perché quelli che dovevano andar male sono già andati male – e la continua volontà di andare a dire in giro che il virus è diventato buono. È una grossolana sciocchezza, vale la pena di dirlo una volta per tutte».

Il passaggio sugli asintomatici

«Sfatiamo il mito che gli asintomatici ci siano solo ora. C’erano anche all’inizio. Su 100 casi, quelli gravi sono 10, forse anche meno. Non stravolgiamo i criteri dell’epidemiologia per favore. Trovo demenziale e irresponsabile dire che il virus si sia rabbonito: è smentito dai nuovi focolai, da quello che succede in Germania, in Cina, in Brasile. Nella compagine di coloro che sostengono certe posizioni temo ci siano molti neofiti. Bisogna parlare sulla base di dati, non sulla base di opinioni. Sono veramente stanco di dover contrastare posizioni di colleghi basate su impressioni e non su numeri», conclude Galli.

Commenti

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  • Franco 24 giugno 2020

    Perché non spiega il dato di fatto che non ci sono più casi gravi in terapia intensiva ?
    Dobbiamo fare fallire l’ italia per una malattia che attualmente è asintomatica o paucisintomatica ?
    E se avesse ragione su una ondata di casi gravi in autunno, dobbiamo non infettarci ora che ci sono rischi minimi per infettarci ad ottobre, rischiando il decesso ?
    Difinisca “focolai” ! Focolai “de che” ? Di una malattia che al massimo oggi da tre-quattro giorni di febbre e da cui guariscono anche i novantacinquenni ?

  • ALESSANDRO LEPRI 24 giugno 2020

    Tutti questi espertoni dementi che hanno ognuno propie idee diverse su una cosa scientifica uguale per tutti andrebbero decapitati, cosi’ smettono di dire stronzate e idiozie inconcludenti. E che vadano a fare in culo una volta per tutte. Loro e quegli stronzi che li intervistano. Ignorateli!

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