Estorsione, lesioni, violenza privata: 19 denunce e 6 misure cautelari per gli antagonisti bolognesi

lunedì 18 maggio 12:20 - di Redazione
antagonisti

Tenta estorsione, lesioni personali, violenza privata, diffamazione. È lunga la lista dei reati contestati agli antagonisti del collettivo bolognese Hobo, per sei dei quali stamattina sono scattate le misure cautelari. A eseguirle, la Digos di Bologna e di Lucca, su richiesta del pm e su disposizione del gip.

Dagli antagonisti “aggressioni fisiche e modalità estorsive”

I provvedimenti, dei quali hanno dato notizia gli stessi antagonisti sulla loro pagina Facebook, consistono in cinque divieti di dimora nel comune di Bologna e un divieto di avvicinamento. “Derivano da numerosi fatti di reato, anche a carattere violento posti in essere dai sodali in danno di altrettanti esercizi commerciali; società o cooperative di servizi”, si legge nel dispositivo. Condotte messe in atto nell’ambito della campagna “Il padrone di merda”, con la quale il collettivo prendeva di mira esercenti o proprietari di casa “per asserite somme di denaro non versate a dipendenti o presunte inadempienze contrattuali”. Tra i fatti “più eclatanti”, le contestazioni a danno del Nails Cafè, il 9 e 20 luglio scorso, e del negozio Nove Hair, il 16 novembre scorso.

Le denunce e i precedenti

Gli indagati, infatti, “hanno interrotto l’attività degli esercizi, ponendo in essere – riferisce la Questura di Bologna – anche aggressioni fisiche nei confronti dei titolari presenti ed esigendo somme di denaro, che asserivano fossero loro dovute, con modalità estorsive“. L’attività di indagine, coordinata dal sostituto procuratore di Bologna Antonio Gustapane, aveva già portato alla denuncia di 19 aderenti al collettivo Hobo. Gli inquirenti ritengono i 19 “responsabili a vario titolo dei reati di tentata estorsione; lesioni personali; violenza privata; diffamazione; imbrattamento di cose altrui; disturbo delle occupazioni pluriaggravati in concorso; utilizzo di mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona in luogo pubblico”. I destinatari delle denunce hanno un’età compresa fra i 37 ed i 24 anni e cinque di loro hanno precedenti di polizia. 

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