A volte ritornano
Piero Pelù a sfregio al Concertone: da Mussolini «morto sul lavoro» alla Flottilla, il monologo da compagno rock tra comizio e show militante (video)
+ Seguici su Google Discover«Benito Mussolini è un morto sul lavoro. Ma è un morto sanguinario e traditore». Come incastro il monologo in 3 parti di Piero Pelù al Concertone di San Giovanni è sembrato scricchiolare e non poco: ma per esigenze di copione avvelenato, e per ribadire la propria appartenenza all’esercito dei militanti ribelli dello spettacolo, c’è chi è evidentemente disposto a fare, dire, cantare, questo e altro… E la domanda sorge spontanea: ma c’entra Mussolini con la festa del Lavoro, se non per rispondere alla imprescindibile esigenza di evocare il fantasma semprevivo della storia passata pur di declinarla a forza alla realtà presente? E nel modo più prevedibile possibile in nome dell’assalto politico e dello sfregio disseminato un po’ qua e un po’ là…
Piero Pelù e il monologo da “Concertone rosso”
Del resto si sa, a volte ritornano (e al concertone quasi sempre)… Magari solo per dire le stesse cose, ma con più ferocia ideologica. E poco importa se per alzare l’asticella si cade precipitosamente nella e mancanza di originalità e nella retorica più virulenta… Piero Pelù non molla la presa: e così, dalla tragedia di Chernobyl, al grido finale di Palestina libera, con l’intermezzo sul Duce, il rocker ieri ha messo in scena in Piazza San Giovanni l’ennesimo capitolo contestatario rosso-livore con cui, da Chernobyl a Mussolini, fino al conflitto in Medio Oriente, il cantante fiorentino è stato protagonista di tre momenti controversi.
La performances tra comizio e show militante
Il primo ricordo è andato alla tragedia nucleare: «A Chernobyl 40 anni fa esplose il reattore nucleare numero 4 della centrale atomica. Per tentare di contenere le radiazioni mandarono 1057 soccorritori, almeno 47 di loro morirono successivamente di cancro alla tiroide e ancora oggi non si sa il numero esatto delle vittime». Segue l’affondo sul fascismo: «Benito Mussolini fu sanguinario, fu un dittatore che con i suoi criminali alleati provocò una guerra da 80 mln di morti. Ma fece anche qualcosa di buono? Di sicuro non le leggi razziali. Nel 1945 con l’Italia devastata dal fascismo e dalla guerra il duce degli italiani mentre scappava travestito da soldato tedesco fu scoperto dai partigiani e fucilato. Benito Mussolini è un morto sul lavoro ma è un morto sanguinario e traditore».
«Fan***o i colonialismi. Palestina libera»
Infine, la netta presa di posizione sulla Palestina: «Nelle Americhe il genocidio dei pellerossa nativi, in Armenia il genocidio degli armeni, nei campi di sterminio il genocidio degli ebrei, dei rom, dei gay e degli oppositori. In Palestina il genocidio del popolo palestinese, sotto i nostri occhi in tempo reale. Contro ogni colonialismo per il rispetto del diritto internazionale teniamo gli occhi puntati su Gaza, sulle ong umanitarie impegnate e sulla Global Flotilla. Liberate Sayf e Thiago. Palestina Libera». Con una chiusura a effetto al termine dell’esibizione, un un ultimo grido: «Fanculo i colonialismi. Palestina libera».
Il kit monologante del “compagno perfetto”
Insomma, Pelù ha infilato nel suo monologo il pacchetto completo del “compagno perfetto”: dalla tragedia nucleare (citata forse per strizzare l’occhio a un ambientalismo da centro sociale). Fino alla consueta invettiva sulla Palestina. Senza alcuna sfumatura o consecutio logica e temporale, cavalcando l’onda dei conflitti per incassare l’applauso facile della piazza.
Una performances con cui il rocker fiorentino, tornato con i Litfiba in una sorta di rito stanco per il pubblico dei sindacati, tra accostamenti iperbolici e slogan eretti a mantra, ha trasformato il palco musicale in un comizio – con tanto di esortazioni alla folla – e la piazza che lo ospitava in una sorta di riserva indiana della sinistra dove dispensare pensieri in libertà e in libera associazione, in diretta tv.
Sotto il momento del monologo di Piero Pelù al concertone del 1 Maggio da X
#PieroPelù al #concertoprimomaggio l’ha toccata piano #litfiba pic.twitter.com/SVAqeYXn9H
— comeasyouare (@comeasyouare_s) May 2, 2026
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