Primato di stabilità
Governo Meloni: da oggi è il secondo più longevo della storia della Repubblica. La premier: “Avanti con una sola bussola, l’interesse degli italiani”
Non è solo una coincidenza cronologica il fatto che, a ridosso della Festa del 1 maggio che ha celebrato lavoro e lavoratori oggi, 2 maggio, il governo guidato da Giorgia Meloni cerchi in rosso sul calendario quella che è una pagina storica per il Paese. Con 1.288 giorni di attività ininterrotta, l’esecutivo diventa ufficialmente il secondo più longevo della storia repubblicana, superando il traguardo del Berlusconi IV. Un record che non è solo una cifra statistica, ma il simbolo di una stabilità politica ritrovata e della fine dell’era dei “giochi di palazzo” e dei governi tecnici.
Governo Meloni: «Da oggi diventa il secondo più longevo della storia della Repubblica»
«Da oggi il governo che ho l’onore di guidare diventa il secondo più longevo della storia repubblicana. Non lo vivo come un traguardo da festeggiare, ma come una responsabilità ancora più forte verso gli italiani», la scritto la premier Giorgia Meloni sui propri social. «Grazie a chi continua a sostenerci, a credere nel nostro lavoro e nella serietà del nostro impegno. Andremo avanti con determinazione – ha proseguito Meloni – per completare il percorso avviato, con rispetto per il mandato ricevuto dai cittadini italiani e con una sola bussola: l’interesse nazionale».
La premier: «Avanti con determinazione, con rispetto per il mandato degli italiani e per l’interesse nazionale»
Con il sorpasso odierno a 1.288 giorni dalla entrata in carica, avvenuta con l’insediamento a Palazzo Chigi il 22 ottobre 2022 – che ha visto Giorgia Meloni diventare la prima presidente del Consiglio donna nella storia d’Italia – l’attuale esecutivo non solo supera il Berlusconi IV (durato 1.287 giorni dall’8 maggio 2008 al 16 novembre 2011, e di cui la stessa leader di Fratelli d’Italia fece parte come ministro della Gioventù), ma accorcia anche le distanze con il primo in lista: il Berlusconi II, che invece ha raggiunto i 1.412 giorni fra l’11 giugno 2001 e il 23 aprile 2005.
Confermando pertanto, e non solo a suon di riscontri numerici, come l’alleanza delle forze di centrodestra sia l’unico motore capace di far ripartire la macchina del Bel Paese e garantirgli orizzonti di legislatura. Di più. Giorgia Meloni, che di quel quarto governo Berlusconi fu il ministro più giovane, e che oggi guida con fermezza una coalizione coesa, rivendica con orgoglio la missione di portare a compimento l’intero mandato ricevuto dagli elettori.
Fazzolari: «Quasi 1.000 posti di lavoro al giorno»
A tracciare un bilancio è Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e custode dell’Attuazione del programma, che all’indomani del Primo maggio, ha voluto ricordare i dati sull’occupazione per rappresentare cosa significhi riuscire a coniugare serietà e stabilità. «Quasi 1,2 milioni di posti di lavoro a tempo indeterminato in più in 1.288 giorni di Governo Meloni. Poco meno di 1.000 posti di lavoro stabili in più ogni giorno. Questi sono i risultati concreti per l’Italia grazie a un Governo serio e stabile», ha sottolineato il sottosegretario, che nelle scorse ore aveva ricordato che «in una Nazione come l’Italia, dove la durata media dei governi è di poco più di un anno, aver garantito continuità e stabilità rappresenta già un elemento di grande importanza a livello interno e internazionale».
Le tappe di un record storico e gli obiettivi
Dunque, «non è la durata, di per sé, il punto centrale», ha chiarito Fazzolari. «Io credo – ha aggiunto – che il vero elemento di forza sia la qualità del lavoro fatto sinora. I risultati sono misurabili: livelli record di occupazione e riduzione della disoccupazione e del precariato. Conti pubblici in ordine. Ritrovata fiducia di mercati e investitori. Crollo degli sbarchi e un protagonismo internazionale che non si vedeva da anni».
La vera rivoluzione di questo esecutivo: l’attuazione puntuale del programma di governo
Fazzolari ha poi ricordato anche il taglio cuneo fiscale e la revisione delle aliquote Irpef, che si traducono in «21 miliardi di euro in più nelle tasche di lavoratori e famiglie italiane». Concludendo: «Intendiamo proseguire su questa linea, portando avanti con determinazione quella che considero la vera rivoluzione di questo esecutivo: cioè l’attuazione puntuale del programma di governo, nel pieno rispetto degli impegni presi con gli italiani».
«Nel pieno rispetto degli impegni presi con gli italiani»
Perché è questa la cifra del governo Meloni: la fedeltà al programma e il rispetto del patto con gli italiani. Un segno riconoscibile di discontinuità col passato e con una politica paralizzata da crisi ricorrenti rimpasti e pasticci continui, oggi l’Italia ha una guida solida, intenzionata a proseguire dritta per la sua strada fino alla fine della legislatura.
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