Strapparono i libri di Salvini: sette attivisti dei centri sociali a processo

venerdì 13 Maggio 13:49 - di
Il collettivo Hobo ha concluso la propria violenta protesta contro Matteo Salvini nella libreria Feltrinelli di Bologna dove un gruppo di estremisti ha distrutto il libro “Secondo Matteo”, dello stesso leader della Lega. La risposta di Salvini è stata iconica: «Distruggere e bruciare libri, la storia insegna, non è mai sintomo di grande intelligenza. P.s. Alla faccia loro, il mio libro dopo poche ore è già QUARTO nella classifica generale delle vendite su Amazon!»

Finiti sotto i riflettori nazionali, andranno a processo i sette esponenti del collettivo Hobo  per aver distrutto alcuni volumi del libro Secondo Matteo scritto da Matteo Salvini in vendita nella libreria Feltrinelli di Bologna

A processo gli attivisti del blitz alla Feltrinelli di Bologna

I sette attivisti denunciati dovranno rispondere del reato di danneggiamento aggravato e nei loro confronti i pm Antonella Scandellari e Antonello Gustapane, coordinati dal procuratore aggiunto Valter Giovannini, stanno per inviare gli avvisi di chiusura indagine, atto precedente alla richiesta di rinvio a giudizio. Le indagini di Digos e Carabinieri hanno portato ad una rapida identificazione dei protagonisti del blitz: per uno di loro, 43 anni, era appena decaduto un divieto di dimora.

Sette denunciati per la distruzione dei libri di Salvini

La distruzione dei libri di Salvini risale allo scorso 5 maggio, il giorno in cui il leader della Lega era in visita  Bologna per incontrare il rettore dell’Università Francesco Ubertini.  L’azione era stato preceduta da una mattinata incandescente di scontri tra le forze dell’ordine e gli attivisti dei centri sociali guidati dal collettivo Hobo, che si sono schierati davanti alla Facoltà di Ingegneria con l’intenzione di occupare l’ateneo e impedire a Salvini di parlare. A rivendicare l’azione. diffondendo video e immagini, sono stati gli stessi “bravi ragazzi” dei centri sociali. «Abbiamo raccolto l’invito di Salvini a “svuotare le librerie”, abbiamo ripulito il negozio dal suo libro Secondo Matteo, ridotto in brandelli e affidato all’unico luogo che lo può ospitare, cioè la pattumiera della storia».

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