“E’ appiccicato alla poltrona”. Contro Di Maio nasce l’asse Paragone-Di Battista

domenica 12 gennaio 17:25 - di Lucio Meo

Aria di scissione, tra i grillini. Con Di Maio arroccato a difesa del suo fragile impero e gli oppositori, da Fioramonti a Paragone, a picconarlo.

Luigi Di Maio secondo me non si dimette dalla guida del Movimento 5 Stelle e farà di tutto per tenersi appiccicato a questo potere”. Gianluigi Paragone, senatore espulso dal M5s, non usa mezzi termini. “E’ nella natura stessa di Di Maio, un trentenne che dice e pensa di aver raggiunto per merito proprio quella posizione e non la vuole lasciare”, ha aggiunto.

L’attacco a Luigi Di Maio

Il senatore, ospite della trasmissione Mezz’ora in più su Rai 3, ha usato parole molto forti nei confronti del ministro degli Esteri: “I compagni di Luigi piazzati nei ministeri a spese dei contribuenti: il movimento non può fare questa cosa”.

Paragone ha poi aggiunto: “Luigi aveva una forza sua naturale, ma tutti i ragazzi di 30-32 anni senza l’esperienza non possono combinare nulla. L’errore madornale di Luigi è quello di pensare di poter fare a meno dell’esperienza di altri”. Invece secondo il senatore espulso “l’intelligenza che ha Davide Casaleggio dovrebbe essere sfruttata meglio nel Movimento, è un ragazzo colto che studia ancora, a differenza di molti altri nel Movimento”.

L’asse tra Paragone e Di Battista

Per quanto riguarda il rapporto con Alessandro Di Battista, che aveva solidarizzato con lui, Paragone ipotizza un asse. ha spiegato che “vogliamo mettere insieme qualcosa di culturale che si richiama alle origini del Movimento, magari un gruppo di lavoro o uno spettacolo teatrale. Siamo in contatto da tempo e abbiamo le idee chiare”.

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