Torino, arrestati due imprenditori cinesi: tenevano in schiavitù i propri operai

lunedì 23 dicembre 11:57 - di Redazione

Due imprenditori cinesi, fratello e sorella trentenni, finiscono in manette per mano della Guardia di Finanza per sfruttamento del lavoro. I militari, nel corso di diverse perquisizioni hanno accertato che i due impiegavano, in laboratori clandestini dislocati nel canavese, una trentina di operai. Si trattava per lo più loro connazionali molti dei quali clandestini. Essendo scaduto il visto d’ingresso per turismo, in condizioni di schiavitù, approfittavano del loro stato di bisogno.

I cinesi sfruttavano i c0nnazionali

Dalle indagini dei finanzieri è emerso che i lavoratori, oltre ad essere sottopagati, la paga giornaliera di aggirava sui 5 euro, lavoravano fino a 15 ore al giorno, senza giorni di riposo o ferie. Erano continuamente videosorvegliati e molti di loro alloggiati in condizioni degradanti in bivacchi ricavati in spazi all’interno dei laboratori, ora sigillati. I due imprenditori, arrestati perché in procinto di partire per la Cina, avevano istruito gli operai sulla versione da fornire in caso di accertamenti in materia di lavoro nero. E nei giorni successivi alle perquisizioni avevano organizzato incontri segreti con gli operai.

Riduzione in schiavitù, aFoggia arrestati tre bulgari

Il fenomeno dello “schiavismo” nel lavoro da parte degli stranieri è sempre più presente in Italia, e non solo tra cinesi. Così come la tratta degli esseri umani. AFoggia in manette sono finiti dei cittadini bulgari che avrebbero ridotto in schiavitù tre giovani connazionali. Agenti della Polizia di Stato di Foggia hanno eseguito a Marina di Lesina, due ordinanze cautelari. Nel mirino, tre cittadini, di nazionalità bulgara e polacca, ritenuti responsabili di aver costituito una associazione a delinquere finalizzata alla tratta, riduzione e mantenimento in schiavitù. Sfruttavano  un gruppo di ragazze di nazionalità bulgara, costrette all’esercizio dell’attività di prostituzione. Nel corso delle indagini, alle quali ha collaborato anche la Polizia Stradale di Campobasso, sono emersi episodi di particolare efferatezza e crudeltà nei confronti delle vittime. I particolari dell’indagine verranno forniti in una conferenza stampa che si terrà alle 10 nella sede della Procura della Repubblica di Bari – Direzione Distrettuale Antimafia.

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