Trafficanti di schiavi, rientra in Italia il pakistano che importava clandestini. Lo attende la galera

martedì 3 dicembre 15:37 - di Redazione
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Trafficanti di schiavi sempre all’opera. Rientra oggi in Italia scortato dallo Scip, Servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia della Criminalpol, Irfan Ali, 33enne pakistano. Andò in prigione in Grecia il 30 ottobre scorso e su di lui c’è un mandato d’arresto europeo con ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Rimini. Il provvedimento cautelare, emesso nei confronti del cittadino pakistano, scaturisce al termine di un’indagine. Condotta anche mediante l’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali, avviata dai Carabinieri della Compagnia di Riccione. Dopo che ci fu il rinvenimento di un corpo umano in avanzato stato di decomposizione. Le spoglie erano all’interno dal canale di raccolta delle acque piovane in località Montalbano del comune di San Giovanni in Marignano (Rn), il 7 settembre 2018.

Il trafficante è stato latitante all’estero

La latitanza all’estero interrotta dalla polizia sulla base delle indagini e dei riscontri effettuati dall’Arma di Riccione e coadiuvata nella penisola balcanica dalla Seconda Divisione Interpol dello Scip e dall’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza di stanza ad Atene. All’arrivo dell’Ali a Fiumicino, gli uffici di Polizia di frontiera aerea espleteranno le formalità di rito e successivamente andà dritto in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria emiliana.

Anche i nigeriani fanno i trafficanti di schiavi

E sempre per tratta degli schiavi nove nigeriani, tra cui cinque uomini e quattro donne, sono in manette. Nell’ambito dell’operazione The Travelers coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di L’Aquila. La squadra mobile di Teramo ha agito con l’ausilio del Reparto ”Abruzzo” di Pescara e delle squadre mobili di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Ha eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere, emessa dal gip di L’Aquila. Le accuse sono associazione a delinquere finalizzata alla commissione dell’illecita intermediazione finanziaria, autoriciclaggio e riciclaggio trasnazionale. Nonché per il reato di tratta di esseri umani.

Si tratta del prosieguo dell’indagine che, nel mese di luglio scorso. Già aveva portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei persone,. Erano dimoranti in Abruzzo e nelle Marche. I reati sono tratta di esseri umani, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. E riguardava almeno 12 giovani nigeriane nel territorio della ”Bonifica del Tronto” della Provincia di Teramo. Le ragazze erano arrivate clandestinamente in Italia via mare con la promessa di un lavoro e sottoposte al rito ”voodoo”.

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