Chi è Ramy Abdu
Dall’Italia a Gaza: la pista dei fondi ad Hamas nell’inchiesta Domino. Nove arresti e 8 milioni sequestrati
Negli atti dell’Operazione Domino compaiono file contabili, intercettazioni e il nome di Ramy Abdu. La Cassazione ha disposto un nuovo esame delle misure cautelari, ma l’inchiesta della Procura di Genova resta aperta
Nove arresti, circa 8 milioni di euro sequestrati e una rete internazionale che, secondo gli investigatori, avrebbe utilizzato associazioni umanitarie e canali finanziari esteri per trasferire fondi destinati ad Hamas. È questo il cuore dell’Operazione Domino, l’inchiesta coordinata dalla Procura di Genova che ha portato alla luce una complessa rete di rapporti tra Italia, Turchia e Gaza.
Come emerge dagli atti citati nell’inchiesta esclusiva pubblicata da Il Tempo, tra i nomi che emergono dagli atti compare anche quello di Ramy Saleh Ismail Abdu, noto come Ramy Abdu, fondatore e presidente dell’Euro-Mediterranean Human Rights Monitor (Euro-Med), organizzazione con sede a Ginevra.
La Cassazione annulla con rinvio, ma l’inchiesta resta aperta
Nell’aprile 2026 la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Mohammad Hannoun e di altri indagati, chiedendo una nuova valutazione del quadro probatorio da parte del Tribunale del Riesame di Genova.
Nelle motivazioni depositate a fine maggio, i giudici hanno evidenziato criticità relative ad alcune fonti indiziarie, in particolare documenti provenienti da Israele e altri elementi ritenuti generici o fondati esclusivamente su fonti aperte.
L’indagine, tuttavia, prosegue e negli atti restano numerosi elementi acquisiti direttamente dagli investigatori italiani.
I file contabili trovati dagli investigatori
Tra i documenti sequestrati – scrive il quotidiano diretto da Daniele Capezzone – compare un file denominato “Contabilita RA ABDOU”, individuato sul server dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese (ABSPP) di Genova, presieduta da Mohammad Hannoun.
Secondo gli investigatori, il documento registrerebbe flussi finanziari riconducibili a Ramy Abdu. Nel periodo compreso tra gennaio e agosto 2024 risultano annotate entrate per circa 1,17 milioni di dollari e uscite per oltre 1,22 milioni.
Altri registri contabili citati negli atti documenterebbero trasferimenti per centinaia di migliaia di euro e milioni di dollari verso soggetti ritenuti dagli inquirenti parte della rete economica collegata ad Hamas.
Il ruolo della Turchia e i contatti con Hannoun
Una parte significativa dell’inchiesta riguarda i rapporti con la Turchia. Gli investigatori indicano Ramy Abdu e il fratello Saleh Mohammed Ismail Abdu, residente a Istanbul, come figure centrali nei collegamenti tra la rete italiana e i destinatari finali dei fondi.
Le intercettazioni riportate negli atti farebbero più volte riferimento al “fratello di Ramy Abdu” come interlocutore abituale di Hannoun.
Secondo l’ipotesi accusatoria, la Turchia avrebbe rappresentato uno snodo strategico per il trasferimento delle risorse economiche verso Gaza e la Cisgiordania.
I legami pubblici con Hamas
Gli atti dell’inchiesta si inseriscono in un contesto più ampio che riguarda i rapporti pubblicamente documentati tra Abdu e ambienti vicini ad Hamas.
Nel corso degli anni Abdu è stato fotografato in occasioni pubbliche insieme a esponenti di primo piano dell’organizzazione palestinese, tra cui Ismail Haniyeh. Ha inoltre partecipato a conferenze, eventi e iniziative organizzate da strutture riconducibili all’amministrazione di Hamas nella Striscia di Gaza.
Israele ha inserito negli anni diverse organizzazioni collegate ad Abdu all’interno di elenchi di soggetti ritenuti vicini alla rete europea del movimento islamista palestinese. Nel maggio 2026 è stato inoltre disposto il divieto di ingresso nel Paese per Abdu e per altri attivisti di Euro-Med.
Perché il nome di Ramy Abdu è centrale nell’Operazione Domino
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i documenti contabili, le intercettazioni e i dati sequestrati delineerebbero un ruolo di collegamento tra la rete italiana riconducibile all’ABSPP e soggetti operanti tra Turchia e Gaza.
Si tratta di elementi che dovranno essere valutati nel prosieguo del procedimento giudiziario e che, allo stato attuale, rappresentano l’impianto accusatorio dell’inchiesta.
Resta il fatto che l’Operazione Domino ha aperto uno squarcio su una rete internazionale che, secondo la Procura di Genova, avrebbe consentito il trasferimento di ingenti somme di denaro raccolte anche in Italia verso soggetti collegati ad Hamas.
Le indagini sono ancora in corso e saranno i successivi passaggi giudiziari a stabilire la fondatezza definitiva delle accuse.