Sharon Stone cancellata da un’App per incontri: “Pensavano fossi un fake”

lunedì 30 dicembre 18:13 - di Valter Delle Donne
Sharon Stone

Anche il sex symbol Sharon Stone frequenta le app di incontri. Eppure, in molti hanno pensato che il suo profilo fosse un fake. Non a caso, l’applicazione in questione, la nuovissima Bumble, le ha bloccato l’account. La star di Basic Instinct è ricorsa a Twitter per protestare ed è stata subito riammessa, con gli auguri della direttrice editoriale Clare O’Connor: “Spero che tu possa trovare il tuo tesoro”.

“…Hanno chiuso il mio account. Alcuni utenti hanno riferito che non potevo essere io! – ha twittato l’attrice 61enne ai suoi 127.291 follower, secondo quanto riporta la Bbc online -. Ehi @bumble, mi stai escludendo?…”. Ma il blackout è durato poco: “Fidati di noi, sicuramente ti vogliamo nell’alveare”, le ha risposto O’Connor.

Sharon Stone e la App: solo una trovata pubblicitaria?

Sharon Stone è stata sposata due volte: prima con il produttore Michael Greenburg e poi con il giornalista Phil Bronstein, dal quale ha divorziato nel 2004. E in passato non ha fatto segreto del suo status di single: nel 2014 ha detto di essere “disponibile per appuntamenti” e l’anno scorso, durante il Late Late Show con James Corden ha svelato di essere ancora alla ricerca della sua metà svelando “mi piacciono alti”.

App per incontri: un business miliardario

Tra le tante applicazioni di dating, Bumble rappresenta una vera e propria novità. Infatti, decidono le donne e hanno un ruolo determinante. Secondo un sondaggio realizzato da Statistica oltre il 60% dei navigatori Usa tra i 19 e 29 anni utilizza o ha utilizzato siti o app di appuntamenti. In Europa la tendenza non è da meno. Secondo uno studio del Center for economics and business research, commissionato da Meeting in 6 Paesi Ue (Germania, Spagna, Gran Bretagna, Italia, Francia e Olanda), il giro d’affari delle attività legate agli incontri di nuovi partner sarebbe di quasi 26 miliardi di euro. Solo nel 2016, le entrate globali di questi servizi sono state pari a 4,6 miliardi di dollari. Inoltre, uno studio di due economisti dell’università dell’Essex e dell’università di Vienna ha stimato che un terzo delle relazioni nasce online.

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