Medio Oriente
Notte di fuoco nel Golfo: raid di Usa e Iran. Teheran attacca l’aeroporto del Kuwait: feriti e voli sospesi
In Libano proseguono gli attacchi incrociati di Idf e Hezbollah. Trump smentisce l'interruzione dei negoziati: «Fake news». Oggi a Washington attesi nuovi colloqui tra libanesi e israeliani
Notte di attacchi incrociati nel Golfo, dove si è verificato uno degli scambi di colpi di missili e droni più gravi dall’entrata in vigore del cessate il fuoco. Usa e Iran si accusano reciprocamente delle azioni militari, mentre sullo sfondo restano le difficilissime trattative per la de-escalation. Anche in Libano, la cui situazione incrocia a doppio filo quella dell’Iran e sulla quale oggi è atteso un nuovo round di colloqui al Dipartimento di Stato Usa, si sono registrati attacchi tanto da parte di Hezbollah, quanto da parte israeliana.
Trump: «Falso che i negoziati siano interrotti»
Donald Trump, con un messaggio su Truth, ha negato che i negoziati tra Usa e Iran si siano interrotti a causa dell’offensiva israeliana nel Sud del Libano e degli attacchi in Iran. Il presidente Usa ha scritto che i colloqui «sono continuati senza interruzioni» e ha definito «fake news» le ricostruzioni che parlano di uno stop alle trattative, dopo che nei giorni scorsi fonti iraniane avevano rilasciato dichiarazioni nel senso opposto. Anche diversi media iraniani sostengono che i negoziati siano ancora in corso e, in un’intervista a Abc News, Trump ha detto di ritenere possibile cun accordo per la riapertura di Hormuz e l’estensione del cessate il fuoco «entro la prossima settimana».
Gli attacchi notturni nel Golfo Persico
Rispetto agli attacchi della notte forze armate iraniane hanno rivendicato il lancio di missili e droni contro obiettivi militari americani nella regione, inclusa la sede della V Flotta Usa in Bahrein, sostenendo di aver agito in risposta a raid statunitensi sull’isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Washington respinge però le accuse e assicura che tutti gli attacchi iraniani sono stati intercettati o hanno mancato i bersagli.
Le accuse incrociate tra Teheran e Washington
Le ostilità, come riferisce l’agenzia di stampa Adnkronos, sarebbero iniziate quando le forze armate statunitensi hanno colpito con un missile Hellfire una petroliera battente bandiera del Botswana diretta verso il terminal petrolifero iraniano di Kharg. Secondo il Comando Centrale Usa (Centcom), la nave non avrebbe rispettato il blocco imposto da Washington ai porti iraniani e sarebbe stata «neutralizzata». In risposta, Teheran ha lanciato missili contro la nave mercantile Panaya, battente bandiera liberiana avverte, avvetendo che qualsiasi minaccia alla sicurezza dello Stretto di Hormuz comporterà “un prezzo elevato” per le forze americane.
L’escalation più significativa è però arrivata dopo che gli Stati Uniti hanno condotto quello che il Pentagono definisce un raid «di autodifesa» contro una stazione militare di controllo a terra sull’isola iraniana di Qeshm. Il Centcom sostiene che l’operazione è stata effettuata in «risposta ai tentativi di attacco da parte dell’Iran in tutto il Medio Oriente».
Teheran afferma di aver risposto prendendo di mira con missili e droni una base aerea statunitense nella regione e il quartier generale della V Flotta in Bahrein. I media iraniani riferiscono inoltre di esplosioni udite a Erbil, nel Kurdistan iracheno, e dell’attivazione delle sirene d’allarme in Arabia Saudita. Al momento non risultano conferme indipendenti delle segnalazioni.
Gli Usa: «Tutti gli attacchi contro le forze americane sono falliti»
Il Centcom ha riferito che «tutti gli attacchi contro le forze americane sono falliti», precisando che due missili diretti verso il Kuwait sono caduti prima di raggiungere i bersagli o si sono disintegrati in volo, mentre tre missili lanciati verso il Bahrein sono stati intercettati dalle difese aeree statunitensi e bahreinite. Secondo il comando americano, anche una successiva ondata di droni iraniani diretta contro le forze Usa di stanza in Kuwait è stata abbattuta senza causare vittime né danni.
I missili iraniani contro il Kuwait
Le Guardie della rivoluzione islamica hanno rivendicato il lancio di almeno dieci missili balistici contro il Kuwait, definendo l’operazione una «prima risposta» e avvertendo che eventuali nuove azioni americane saranno seguite da una rappresaglia «diversa e più severa». Fra gli obiettivi anche l’aeroporto internazionale del Paese. Il Kuwait ha denunciato l’attacco al terminal passeggeri e la presenza di feriti e ha annunciato di aver sospeso tutti i voli commerciali.
Il fronte libanese e le tensioni tra Trump e Netanyahu
Anche sul fronte israelo-americano emergono inoltre segnali di crescente tensione. Il premier Benjamin Netanyahu ha ribadito che le operazioni nel sud del Libano proseguiranno «come previsto», poche ore dopo che Trump aveva assicurato che le forze israeliane non avrebbero avanzato verso Beirut. Secondo diverse fonti, una recente telefonata tra i due leader sarebbe stata particolarmente tesa, con il presidente Usa che avrebbe dato del «pazzo» a Netanyahu. Sul campo, secondo quanto riferito nella notte da Al-Jazeera, Hezbollah ha rivendicato 13 attacchi contro le forze israeliane nel Libano meridionale, prendendo di mira truppe, veicoli militari e posti di comando dell’esercito. Di contro vengono riferiti anche attacchi delle Idf in diverse città del Sud Paese, da Blat, alla vicina Dibbine, fino Burj al-Chamali, Ebba e Tebnine, con diversi morti e feriti.