Conte va a Taranto ma non sa che dire agli operai: «Non ho la soluzione in tasca»

venerdì 8 novembre 19:24 - di Redazione

“Non ho la soluzione in tasca. In questo momento il dato di fatto è che Mittal restituisce la fabbrica”. Una figura veramente barbina  quella di Giuseppe Conte che incontra gli operai dell’ex Ilva. È andato a Taranto per dire di non avere soluzioni? Se è così, che c’è andato a fare? Era meglio che se ne rimaneva nel suo comodo ufficio di Palazzo Chigi. Conte è in evidente difficoltà.  E si limita a ricordare che è aperto 24 ore su 24 un gabinetto di crisi sulla vicenda. “Nei prossimi giorni vedremo come andrà la situazione, non ho pronta una soluzione ma qualsiasi situazione può diventare anche una opportunità”, sottolinea il premier.

Conte è stato assediato dai lavoratori dell’Ilva e dai cittadini al suo arrivo a Taranto. Ma a nessuno fornisce risposte serie.”Sono qui per ascoltare tutti”, ha detto con la solita formula in politichese che non dice in realtà nulla.. E si è messo anche a plemizzare con un sigore col volto nascosto: “Togli occhiali e cappuccio, io sono venuto qui senza la maschera, con la mia faccia”.

Il  problema è che il governo ha combinato un grande pasticcio. “Penso che questo governo abbia generato la causa, diciamo. E questo governo dovrebbe cercare di risolverla, nelle logiche di un mercato e di una logica di impresa. Ci auguriamo che prevalga il buonsenso. Si è data l’occasione di trovare un alibi per costruire una questione molto più grande, che da ambientale è diventata potenzialmente economica e sociale e ci auguriamo che la cosa si possa mettere in una carreggiata giusta”. Lo rimarca il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, questa sera a Genova a margine di un incontro nella sede degli industriali del capoluogo ligure rispondendo ai giornalisti sulla situazione dell’ex Ilva.

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