Torturatori sulla Sea Watch di Carola Rackete, la Lamorgese «deve spiegare molte cose»

giovedì 3 ottobre 9:15 - di Redazione

amorgese deve fare chiarezza. E rispondere in aula. La vicenda dei tre presunti torturatori a bordo della Sea Watch di Carola Rackete non può passare sotto silenzio. Tutto è venuto fuori da un articolo del Giornale. Riflettori puntati sui tre immigrati arrestati con l’accusa di aver torturato i migranti in un campo di detenzione libico. Secondo quanto riportato dal quotidiano, sono arrivati con la nave ong di Carola. E cioè quella nave che ha violato la legge speronando una motovedetta della Guardia di Finanza.

Chi c’era sulla Sea Watch di Carola

Alcuni migranti sbarcati a Lampedusa dalla nave Mediterranea, vittime di violenze subite a Zawya, hanno riconosciuto i torturatori in quei tre.  Su di loro ora pende l’accusa di associazione per delinquere dedita alla gestione di un centro di prigionia illegale. Si parla di pluralità di delitti, quali tratta di persone, violenza sessuale, tortura, omicidio, sequestro di persona. Proprio per questo la Lega ha presentato un’interrogazione alla Lamorgese.

La notizia è stata nascosta?

Il riferimento è anche a un altro passaggio nell’articolo del Giornale. In particolare, dove si legge che «il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese avrebbe imposto il silenzio sulla notizia (…) scelta che pare sia stata fatta anche dal procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio». (…) Peraltro, i tre risulta fossero a bordo dell’imbarcazione al momento in cui sulla stessa salirono i parlamentari Pd». Parlamentari che «gridarono allo scandalo perché l’ex titolare del Viminale, Matteo Salvini, non autorizzava la nave a entrare in porto».

Per continuare a leggere l'articolo abbonati oppure accedi

In evidenza