Il dopo aspettativa
Emiliano in bilico ancora per poco: per domani è attesa la decisione del Csm. Un tormentone che dura da sei mesi
Poche ore e il destino di Michele Emiliano sarà nero su bianco. La decisione del Csm sul futuro professionale dell’ex governatore della Puglia dovrebbe arrivare domani. Nel pomeriggio il magistrato, che non intende tornare al suo lavoro dopo 20 anni di aspettativa ben retribuita, è stato audito dalla Terza Commissione del Csm. Due le opzioni sul tappeto su cui i consiglieri di palazzo Bachelet sono chiamati a decidere. O il ritorno in toga con il suo ricollocamento in ruolo, Benevento o la Dnaa (Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo) le sedi indicate, o un fuori ruolo come consulente presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulla sicurezza sul lavoro. Inutile dire che quest’ultima soluzione è la preferita dall’ex governatore dem che non intende rientrare in magistratura. Nelle scorse settimane dalla Commissione del Csm era arrivato, invece, un no per la nuova proposta di aspettativa come consulente della presidenza della Regione Puglia.
Emiliano, domani la decisione del Csm
“Per me è ovvio obbedire a quelli che sono gli indirizzi del Csm. L’attuale normativa prevede che chi è stato in politica non possa rientrare nelle funzioni per evitare un danno molto grave all’indipendenza e all’immagine di imparzialità della magistratura. E quindi ho dato la mia disponibilità, laddove loro lo ritengano, anche a essere collocato fuori ruolo secondo la legge Cartabia”. Così Emiliano all’Adnkronos al termine dell’audizione. “Anche se ovviamente a me non si applica perché io sono andato in aspettativa prima dell’entrata in vigore della norma, ho comunque dato disponibilità ad applicarla e a qualunque scelta voglia fare il Consiglio”.
L’ex governatore: obbedisco agli indirizzi e alle scelte del Consiglio
Dietro le ossequiose parole del magistrato ‘prestato’ alla politica però si nasconde un vero e proprio interminabile tormentone che rasenta la telenovela. Dopo la bocciatura definitiva del Consiglio superiore della magistratura alla sua richiesta di collocamento fuori ruolo come consigliere giuridico della Regione Puglia, nelle ultime ore è emersa una nuova ipotesi: la presidenza del Consorzio Asi di Bari. Negli ambienti del campo largo starebbe infatti prendendo quota il nome dell’ex governatore pugliese per guidare il Consorzio industriale barese dopo le dimissioni di Fabio Di Cristo. Una soluzione che, secondo alcune valutazioni politiche, garantirebbe stabilità all’ente in una fase delicata, anche alla luce delle recenti tensioni legate all’inchiesta della Procura di Trani sulle presunte irregolarità nell’area industriale di Modugno.
Un tormentone durato sei mesi
L’ipotesi della presidenza del Consorzio Asi va ad aggiungersi a una lunga serie di soluzioni emerse negli ultimi mesi per evitare il ritorno in magistratura. Prima il ruolo di consigliere giuridico della Giunta regionale, poi l’idea di un incarico da “commissario esterno” per l’ex Ilva di Taranto. Nelle scorse settimane era stata presa in considerazione addirittura anche una possibile collocazione nella Commissione parlamentare antimafia. Il nodo non cambia. Dopo la fine del mandato alla guida della Regione Puglia, Emiliano deve rientrare in magistratura come Pubblico ministero. Ma da sei mesi è alla ricerca disperata di una soluzione alternativa.