Rivolta di proprietari e inquilini contro la stangata sulla cedolare secca

giovedì 17 ottobre 16:40 - di Monica Pucci

Proprietari e inquilini uniti contro la stangata sulla cedolare secca varata dal governo. “E’ un clamoroso errore, si deve casomai intaccare la cedolare secca per il libero mercato”. A dirlo è il segretario nazionale dell’Unione Inquilini, Massimo Pasquini, che chiede dove sia “l’equità” della scelta del governo. L’ipotesi di prevedere nella manovra l’aumento dal 10% al 12,5% dell’aliquota della cedolare secca sugli affitti abitativi a canone calmierato fa male. “Aumentare l’aliquota della cedolare secca per i contratti agevolati non ha altro effetto che aumentare gli affitti. Tutti gli accordi locali fino ad oggi firmati, potremmo vedere la richiesta da parte delle associazioni dei proprietari di rivedere i valori essendo peggiorata la tassazione”. Lo spiega Pasquini sottolineando che “affitti agevolati più cari significherà anche un possibile balzo negli anni futuri degli sfratti”.

Cedolare secca, le proteste dei piccoli proprietari

“Non è giustificabile che ci possa essere un cosiddetto ritocco della cedolare secca sugli affitti a canone
concordato in scadenza nel 2019”. Ad alzare gli scudi contro il passaggio previsto in manovra dell’aliquota dal 10% al 12,5% è anche l’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari. “La cedolare secca è stata impostata dal legislatore al fine di evitare ogni ipotesi di evasione fiscale ed ha funzionato” afferma il segretario generale dell’Uppi, Fabio Pucci. “Tornare indietro -argomenta- significa smentire quello che di buono questo governo sta cercando di creare, la lotta all’evasione fiscale”. E’ contraddittorio e controproducente, tra l’altro, vanificare il lavoro dei sindacati della proprietà e degli inquilini, i quali dopo una serrata lotta hanno trovato il giusto equilibrio per favorire la locazione, togliendola dalle sacche dell’evasione fiscale” sottolinea ancora il Segretario Generale dell’Uppi, Fabio Pucci.

Confedilizia all’attacco del ministro Gualtieri

“Roberto Gualtieri, parla come gli avvocati che devono difendere il loro cliente”. E’ il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ad a attaccare il ministro dell’Economia. Intervistato dall’Adnkronos, Spaziani Testa ribatte alle dichiarazioni di Gualtieri, rilasciate in un’intervista al ‘Sole 24 Ore’.

“Non è così. Non è come dice Gualtieri, c’è un aumento del 25%”. Spaziani Testa osserva quindi che “il ministro dell’Economia fa un’affermazione da avvocato”. Questa cedolare, aggiunge, “era una misura avviata dal Pd, è stata fatta una sperimentazione di 6 anni che è andata molto bene sotto il profilo del gettito fiscale, quindi andava lasciata così, ovvero confermata come strutturale al 10%”.
“Quei 2,5 punti percentuali in più -prosegue Spaziani Testa- sono un aumento che consentirà allo Stato di racimolare qualche spicciolo con un provvedimento che è anche in contraddizione con il Piano Casa che
vale 1 miliardo di euro e che riguarda anche gli affitti ed il sostegno agli inquilini disagiati”. Tanto che “anche il Sunia ha parlato di ‘errore madornale'”, taglia corto il presidente di Confedilizia.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza