L’ultima follia della scuola italiana: vietata la foto di classe per motivi di privacy

giovedì 19 settembre 14:20 - di Monica Pucci

Dalle polemiche sui panini da casa al posto della mensa, a quella delle treccine che non piacciono alla preside, fino al tema del decoro degli abiti su cui il mondo della scuola si è spaccato. Come accadrà certamente per quest’ultima vicenda accaduta in una scuola di Rapallo dove la preside ha vietato la tradizionale foto di classe, a inizio anno, per “motivi di privacy”. Con una sola possibilità: fare dei primi piani, con messa a fuoco solo sui propri figli e allargando il focus solo sui compagni che hanno accettato di farsi ritrarre.

Colpa delle norme sulla privacy, che impedirebbero gli scatti non autorizzati, così come l’apposizione della fototessera del bimbo nel punto in cui poggia grembiulino e scarpe. Vietato sulla base del Gdpr – General Data Protection Regulation – il regolamento europeo Ue 679/2016 sulla protezione dei dati personali (entrato in vigore lo scorso 25 maggio), come informa un articolo della Stampa di Torino.

«A Rapallo, alla scuola paritaria Gianelli, il primo giorno di scuola la preside Franca Castiglione ha chiesto ai genitori di non fare scatti “generalizzati”, nel cortile scolastico. «Ogni anno facciamo firmare i moduli per le autorizzazioni su foto e video che vengono effettuate nell’ ambito delle iniziative scolastiche. E qualche genitore non ha piacere – spiega la preside -. Proprio per questo, avendo presente che c’ è chi non vuole, ho chiesto di non fare scatti di gruppo», racconta il quotidiano torinese.

In un’altra scuola ligure, il preside ha concesso di scattare foto di gruppo solo il primo giorno di scuola. Ma anche qui, a quanto pare, sono scomparse le foti dei bambini dagli armadietti. Ma non staremmo esagerando, togliendo ai nostri bambini il ricordo, cartaceo, dei primi anni scolastici?

Commenti

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  • GB 25 settembre 2019

    Articolo leggermente fuorviante. Non è la foto ufficiale di gruppo che non faranno più: sono le foto fatte da genitori che poi mettono sui loro social senza consenso. Non mi pare che ci sia niente di strano, da madre io preferisco che mi sia chiesto prima che la foto di mio figlio venga pubblicata da qualcun altro.

  • maurizio pinna 19 settembre 2019

    Penso che nel direttivo EU abbiano preso spazio personaggi che provengono dall’ex Germania dell’Est, perchè tali divieti erano in vigore laggiù in tutto il territorio nazionale fino a che al politburo tedesco rimase “affiancato” un Generale sovietico, poi la restrizione rimase in vigore solo per l’area della Berlino comunista.

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