“Ostaggi di un quaquaraquà #DiMaioBasta”: social feroci contro Giggino

sabato 31 agosto 14:40 - di Redazione

Un attacco social con pochi precedenti, quello subito solo nelle ultime ore dal leader a 5 stelle Luigi Di Maio: e il web, quella che doveva essere la freccia più appuntita all’arco del Movimento, si trasforma in un boomerang pungente per il partito dei grillini e, soprattutto, per il suo leader in pectore. Online, infatti, è un profluvio di accuse e insulti, un fluorilegio di recriminazioni e offese, che è davvero difficile riassumere e riportare per mole e aggressività di quello che è già stato definito dai media un «attacco social di grande violenza». . E c’è chi ci intravede lo zampino di Renzi…

Rivolta social contro Di Maio

E allora: «E noi che pensavamo che il suo problema più grosso fosse quello con i congiuntivi… Siamo inguaribilmente “buonisti”», posta qualcuno. E qualcun altro gli fa eco: «Un uomo mediocre. Un leader pessimo. Un politico ridicolo. Un ministro fallimentare. Un quaquaraquà presuntuoso. #DiMaioBasta». Rivolta social a colpi di tweet contro Luigi Di Maio. Un attacco social, definito di «grande violenza» dallo stesso Claudio Borghi, presidente leghista della Commissione Finanze della Camera, che ci vede dietro la «propaganda social di Renzi e che dovrebbe far capire molte cose a chi pensa che questo governucolo, se mai partisse, possa durare». E ancora. «Lasciare la trattativa in mano sua è da masochisti. Il M5s non ha capito ancora un ca..o»…

Imperversa l’hashtag Di Maio basta

E tra i tanti, c’è pure chi denuncia con veemenza: «Ma vi rendete conto nelle mani di chi avete messo l’Italia?», e chi gli fa eco esasperando il tutto e urlando «al sequestro». «Se qualcuno sta leggendo, per favore ci aiuti, siamo tenuti in ostaggio da 14 mesi da un gruppo di incompetenti, siamo allo stremo, fate qualcosa, non è uno scherzo», firmato con un non meglio precisato “Gli Italiani”. Ma, tra sproloqui e insulti, a tenere banco sono i celebri 20 punti di programma con la foto di Mattarella che lo interroga sulle tabelline. «I nostri 20 punti sono imprescindibili: 1° No Tav, 2° Sì Tav, 3° No Tap, 4° Sì Tap, 5° Si Vota su Rousseau, 6° Si Vota ad ottobre, 7° dec. Sicur. non si tocca, 8° Decr. Sicur. si può modificare… ecc ». «Sì, Sì .. Giggì, mò me lo scrivo..» conclude qualcun altro, accompagnando il commento con la foto di Massimo Troisi in Non ci resta che piangere…

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