Norcia, lo sfogo dei terremotati cattolici: “Per la messa paghiamo 650 euro al mese” (video)

sabato 24 agosto 15:45 - di Davide Ventola

TG2 13:00 servizio n. 6 del giorno 24/08/2019

 

San Pellegrino, alle porte di Norcia, uno dei centri devastati dal terremoto tre anni fa, è un luogo fantasma, dimenticato dagli uomini e dalla Dio. O perlomeno dalla Chiesa. I terremotati cattolici chiedono, invano, che sia dato loro un luogo di culto provvisorio e la ricostruzione della chiesa del luogo. Dopo diverse istanze, tra Curia di Spoleto e Norcia, Protezione Civile e altre autorità competenti, i terremotati non hanno avuto risposte.

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Il risultato? È drammatico. Nel servizio al Tg2 delle 13, uno dei terremotati racconta. «Paghiamo 650 euro al mese per un modulo abitativo usato come cappella per dire messa». Circa ottomila euro l’anno pagati dai sopravvissuti del piccolo centro umbro. Una vergogna infinita. Possibile che le tanti associazioni benefiche che fanno riferimento alla Chiesa Cattolica, al Vaticano, alla Caritas e alla Cei, non possano trovare le risorse necessarie? Più di uno, sui Social, ha ricordato il gesto dell’elemosiniere del Papa, che riattaccò la luce agli occupanti abusivi (tra di loro pregiudicati e immigrati irregolari) di un palazzo romano. Che cosa hanno in meno i terremotati cattolici rispetto ai fratelli migranti musulmani? È uno dei tanti misteri della Chiesa di Bergoglio.

Come i terremotati di Castelluccio di Norcia

Analogo problem ha la Comunità di Castelluccio di Norcia, che sulla mancanza di un luogo di culto ha diffuso una nota per la stampa. Raccolta da pochissimi media, distratti dalle vicende dei migranti e dalla crisi politica. «Il senso di sconforto e di abbandono – si legge nella nota – dilaga fra la comunità. E noi, che rappresentiamo la frazione e ci interfacciamo con le istituzioni, che mai abbiamo visto così insensibili e indifferenti nei riguardi della collettività – scrive la Comunanza Agraria – non sappiamo nemmeno offrire una soluzione all’unica richiesta che la comunità, dopo ben tre anni, ci ripete a gran voce: una chiesa, un luogo di culto, una struttura che permetta, anche solo per qualche minuto, di sollevare gli animi di fronte a cotanto strazio e distruzione che imperano sul borgo di Castelluccio, esanime».

Commenti

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  • 25 agosto 2019

    Purtroppo,grazie alle politiche dell’antipapa,dei suoi rappresentanti e dei sinistroidi voi,rei di essere scampati al sisma,non siete né neri,né rom,né islamici e né parassiti invasori.

  • Silvia Toresi 25 agosto 2019

    Assurdo!!!!!

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