Rigopiano, udienza rinviata a fine settembre: l’ira e il dolore dei familiari delle vittime

martedì 16 Luglio 13:43 - di Redazione

Udienza rinviata al 27 settembre alle 9.30 per valutare le costituzioni di parte civile e per consentire ai difensori degli imputati di interloquire sulle costituzioni di parte civile. Momenti di tensione si sono registrati in aula, al tribunale di Pescara, dove è appena terminata l’udienza preliminare per il disastro dell’hotel Rigopiano. Il giudice ha chiesto un parere alle parti per decidere una nuova data, compatibilmente agli impegni di tutti e, mentre le date slittavano, Giampaolo Matrone è intervenuto alzando la voce: “Sono due anni e mezzo che aspettiamo. Che sia il prima possibile”. Molte le reazioni amareggiate dei parenti delle vittime: “Sono due anni e mezzo che aspettiamo, vogliamo giustizia. Oggi l’ennesimo rinvio. Siamo disposti ad aspettare, a patto che lavorino bene”. CosìAlessandro e Francesco, rispettivamente fratello e nipote di Domenico Di Michelangelo, morto a 40 anni nel disastro dell’hotel di Rigopiano dove era in vacanza insieme alla moglie Marina Serraiocco di 37, morta anche lei, e al loro figlio Samuel, all’epoca 7 anni, sopravvissuto alla valanga del 18 gennaio 2017. “Sotto la neve ho perso la mia unica figlia, Jessica. Aveva 24 anni, era andata all’hotel Rigopiano insieme al fidanzato Marco, 25 anni pure lui figlio unico. Erano 9 anni che stavano insieme ed erano andati lì solo un giorno per festeggiare l’anniversario, proprio come avevano fatto anche l’anno precedente”. Lo racconta all’Adnkronos Mario Tinari, papà di una delle 29 persone morte nella valanga che il 18 gennaio 2017 travolse l’albergo a Farindola, in provincia di Pescara. “La giustizia vera sarebbe che mia figlia e le altre vittime tornassero – continua – ma visto che non è possibile almeno che paghi chi ha sbagliato, che venga rimosso dal proprio incarico perché ha dimostrato una incapacità totale. Sia da monito, la vera giustizia, per chi un giorno prenderà il posto dei responsabili”.

Intanto si apprende che sono circa centodieci le costituzioni di parte civile che le difese degli imputati dovranno valutare il 27 settembre prossimo, giorno in cui è stata rinviata l’udienza e si dichiarerà aperta l’istruttoria. Oltre alle 105 già individuate dalla Procura e alle 9 dei superstiti parti offese, si sono costituite anche associazioni di consumatori come Cittadinanzattiva, l’Inail e Codacons. “Lamentiamo un danno che si sviluppa sotto plurimi versanti, in particolare quello che più vogliamo far passare come messaggio è il fatto che il territorio comunale è stato isolato, che una serie di persone – non solo vittime e feriti ma anche l’intera comunità che si trovata sul territorio di Farindola – sono state in pericolo”. Così l’avvocato Francesco Trapella, che difende e assiste il Comune di Farindola costituitosi parte civile in questa udienza. “Siamo già stati riconosciuti dalla Procura come parte offesa e ragioniamo in termini di danno – aggiunge – Siamo entrati nel processo come parte civile, la nostra posizione è quella di far valere il danno alla incolumità, alla serenità di tutta la comunità. Il nostro è un interesse pubblico. Abbiamo subito anche un danno di immagine, il turismo è calato sebbene purtroppo ci sia quello dei curiosi come a Genova o in Emilia col terremoto, una costante nel nostro Paese”.

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