Aumentano i disoccupati ma non è un pesce d’aprile

lunedì 1 aprile 14:39 - di Redazione
disoccupazione giovani

Dovcia fredda il primo d’aprile ma non è uno scherzo dell’Istat. Dati drammatici sulla disoccupazione in questo 2019 che secondo il premier Conte doveva essere un anno bellissimo. C’è da implorare pietà. Poi arriva anche a sferrare le sue mazzate sull’economia italiana. Ma vediamo che cosa è accaduto.

La disoccupazione mensile è infatti salita al 10.7%, con 34mila nuovi disoccupati in più. Il decreto dignità voluto dal Movimento 5 Stelle non ha portato a nulla, ormai è sotto gli occhi di tutti.

Cifre drammatiche sull’occupazione

Gli occupati a febbraio sono risultati in lieve calo rispetto a gennaio (-0,1%, pari a -14 mila unita’). E’ la stima dell’Istat secondo cui anche il tasso di occupazione scende di poco al 58,6% (-0,1 punti percentuali).

Nel dettaglio l’andamento degli occupati e’ determinato dalla diminuzione dei dipendenti (-44mila), sia permanenti (-33 mila) sia a termine (-11 mila), mentre nell’ultimo mese risultano in aumento gli indipendenti (+30 mila). Il calo dell’occupazione e’ concentrato nella classe di eta’ centrale dei 35-49enni (-74 mila), mentre si conferma il segno positivo per gli ultracinquantenni (+51 mila).

In crisi i centri per l’impiego

In attesa del varo del reddito di cittadinanza, l’Italia vanta il poco invidiabile record negativo di paese europeo con il livello più basso di lavoratori aiutati nella loro ricerca di occupazione dai centri pubblici per l’impiego. Lo scrive a sua volta l’Ocse nel rapporto periodico sull’Italia segnalando come con una quota di appena l’1,52% del totale l’Italia presenta un livello inferiore alla metà del paese che occupa il penultimo posto (la Spagna con il 3,55%) e lontanissima dal vertice della classifica che vede l’Ungheria al top, dove le agenzie pubbliche aiutano quasi un quarto dei lavoratori (24,13%) seguita da Slovenia (21,27%) e Svezia (17,66%).

Di fronte a queste cifre ovviamente il governo minimizza e l’opposizione va all’attacco. Oltre alle parole resta la drammatica realtà di un’economia in recessione e un paese bloccato dalle mille liti nella maggioranza. Che non riesce a trovare il colpo d’ala necessario al rilancio.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza