Nuova doccia fredda
Remuntada addio, il centrodestra conferma Arezzo e Macerata ed espugna Lecco. Gli auguri di Meloni
Gioco, partita, incontro. I ballottaggi delle amministrative hanno confermato e consolidato il successo del centrodestra al primo turno. Nessun avviso di sfratto al governo, nessuna aria di spallata. Anche al secondo turno gli italiani dicono a chiare lettere che non la pensano come Conte, Schlein, Fratoianni-Bonelli e compagni del campo largo. Si fidano della maggioranza. Rispedito al mittente anche il racconto sulla mancanza di classe dirigente di Fratelli d’Italia e alleati.
Secondo turno, non c’è partita per il campo largo
Ai ballottaggi il centrodestra conferma Arezzo, su cui si erano accesi gli appetiti delle sinistre, e Macerata. Ed espugna Lecco. Il centrosinistra tiene Chieti e Trani e conquista Agrigento. La tenuta di Arezzo con lo straordinario risultato di Marcello Comanducci, 56% contro il 44% dell’avversario del centrosinistra, è il dato politicamente più significativo di questa ultima tornata di ballottaggi prima delle politiche. Il sindaco più giovane dell’ultimo mezzo secolo viene da una delle famiglie storiche di Arezzo. Il padre Piero, al quale ha dedicato la vittoria in lacrime, è stato presidente di Confcommercio provinciale e dell’Aci. Comanducci ha ricevuto in diretta le congratulazioni telefoniche della premier Giorgia Meloni. Che sui social ha augurato buon lavoro a tutti i sindaci eletti. “I risultati confermano ancora una volta la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori. Avanti così, con serietà e concretezza”.
Ad Arezzo stravince Comanducci con il 56%
A complicare la speranza di rimonta del centrosinistra ad Arezzo il civico Marco Donati sostenuto anche da Azione (oltre il 20% dei voti al primo turno) per il ballottaggio non ha voluto dare indicazioni di voto. Gli aretini non hanno avuto dubbi da che parte stare dimostrando ancora una volta che le crociate ideologiche contro il governo di Roma non portano frutti. “Appena quindici giorni fa il segretario regionale del Pd toscano Emiliano Fossi annunciava trionfalmente la partenza della ‘riscossa’ alla riconquista dei capoluoghi toscani da parte del Pd. Possiamo dire che questa riscossa è durata esattamente quindici giorni”. Così Francesco Torselli, parlamentare europeo di Fdi-Ecr, dopo la vittoria del centrodestra ad Arezzo e Viareggio. “A questo punto, archiviata la propaganda, possono tornare a fare quello che riesce loro meglio. Tifare contro l’Italia e augurarsi che le cose vadano male solo per poter provare a vincere le elezioni del prossimo anno. Noi, al contrario, continueremo a lavorare per l’Italia”. In Toscana si segnala anche l’ottima performance di Sara Grilli a Viareggio, primo sindaco donna della città costiera.
A Viareggio il primo sindaco donna: Sara Grilli
A Macerata il sindaco uscente di centrodestra Sandro Parcaroli (fermatosi al 49,96%, mancando la vittoria al primo turno per 10 voti) si è imposto al secondo turno sul candidato di centrosinistra Gianluca Tittarelli, incassando oltre il 54%. A Lecco cinque anni dopo la beffa consumata per appena 31 voti, il centrodestra si riprende la città portando Filippo Boscagli a Palazzo Bovara. A Vigevano, il Comune lombardo più popoloso al voto, stravince il candidato del centrodestra, Paolo Previde Massara contro la candidata del campo largo. Per il vannacciano Furio Suvilla niente da fare, si piazza al quarto posto dimostrando che il generale non ha spostato gli equilibri. Il centrodestra si prende una parziale rivincita, in Emilia-Romagna, vincendo i ballottaggi a Vignola (Modena) e Comacchio (Ferrara). Come avviso di sfratto a Palazzo Chigi niente male.