Accuse sul fondamentalismo
Torri Gemelle, i familiari delle vittime e la petizione contro Mamdani: non lo vogliono alla commemorazione
Il sindaco, nel sito web che raccoglie le firme di coloro che non vorrebbero vederlo nella 25esima cerimonia, viene accusato di non aver condannato il movimento "Globalizza l'intifada" e di aver difeso soggetti controversi
Esteri - di Gabriele Caramelli - 28 Luglio 2026 alle 10:02
Tanti familiari delle vittime dell’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 non vogliono che il sindaco di New York , Zohran Mamdani, partecipi alla commemorazione annuale. Quest’anno ci sarà il 25esimo anniversario della strage e, come ha ricordato il Corriere della sera, è stata organizzata una raccolta di firme per evitare la presenza del primo cittadino. Uno degli organizzatori della petizione è Giovanni Galante, che per colpa dell’attentato di Al Qaeda perse la moglie 29enne Grace Catherine. Al momento sono state raccolte 14mila firme sul sito Change.org, di cui centinaia appartengono alle famiglie delle vittime.
Torri Gemelle, i familiari delle vittime non vogliono Mamdani alla commerazione
Sull’indirizzo web della petizione ci sono diverse critiche a Mamdani, che non ha condannato il movimento «Globalizza l’intifada». Ma non solo, perché al sindaco della Grande mela vengono mosse delle accuse molto pesanti, come quella di aver «difeso» il leader di Al Qaeda, Anwar Awlaki. L’ultimo rimprovero nei confronti di Zohran risale ad un post del 2015, in cui aveva scritto che le tattiche di deterrenza adottate dall’Fbi avrebbero contribuito all’arruolamento del terrorista. Inoltre, il sindaco è stato accusato di aver appoggiato la collega dem Darializa Avila Chevalier, che in precedenza aveva insultato pesantemente gli Usa, definendoli «una vergogna» e di pulirsi le mani con la bandiera americana.
La polemica e l’intervento della portavoce del memoriale
Sulle ultime polemiche è intervenuta Julie Wood, portavoce per il memoriale e del museo dell’11 settembre, sottolineando che come tutti gli anni la giornata non avrà un carattere politico. Poi ha aggiunto: «I membri del governo di ogni orientamento politico, incluso ogni presidente, governatore e sindaco in carica dall’11 settembre in poi hanno partecipato alla cerimonia semplicemente come testimoni, ma non fanno discorsi e restano in un’area specifica». Nonostante l’ostilità verso il sindaco di molte famiglie delle vittime, il portavoce di Mamdani ha confermato che il primo cittadino ci sarà e che «onorerà con orgoglio le famiglie, i sopravvissuti e i soccorritori che per sempre resteranno segnati da questi devastanti attacchi. Lo farà stando al loro fianco alla commemorazione dell’11 settembre, riaffermando che non dimenticheremo mai questo giorno solenne, sentito da tutti coloro che considerano questa città la loro casa».