Sanremo, Meloni: «La scure della censura colpisce ancora». Ecco le voci scomode (video)

martedì 15 gennaio 12:14 - di Girolamo Fragalà

Le canzoni politicamente scorrette non mettono piede a Sanremo. Scartate a prescindere. Non fanno comodo a una certa sinistra che ancora mette le mani sullo spettacolo. Non è la prima volta e (purtroppo) non sarà l’ultima, a meno che non ci sia una rivoluzione culturale anche nel mondo delle sette note. Quest’anno, per adesso – ma c’è da scommetterci che ne usciranno fuori altri – sono due i brani-scandalo “scartati” da Claudio Baglioni, quello degli Of New Trolls – che proseguono la storia di uno dei gruppi più importanti che abbiamo avuto in Italia – e quello di Carone e i Dear Jack, entrambi molto amati dai giovani. Hanno avuto il coraggio di affrontare tematiche serie, senza ipocrisie e senza buonismo, spaziando dalla politica delle porte aperte a tutti, senza controlli, alla pedofilia. Frasi che colpiscono. Forti. Indigeste per i “re” della discografia.

I post di Giorgia Meloni: “Vogliono nascondere la verità”

Giorgia Meloni è tornata sul tema:  «…un’Unione fatta di parole e di ipocrisia, le nostre porte aperte al mondo e il terremoto che le spazza via… La scure della censura – ha scritto in un post su Facebook – all’insegna del politicamente corretto colpisce ancora: scartata da Sanremo la canzone dei New Trolls che racconta di un’Italia martoriata dalla disoccupazione e dall’immigrazione a tutti i costi. Condividiamola tutti! Alla faccia di chi vorrebbe nascondere la verità». In un altro post parla dell’altra canzone “bocciata”: «Le caramelle come simbolo nazionale della lotta alla pedofilia: raccolgo e condivido con voi questa bellissima iniziativa che prende spunto dal brano scartato a Sanremo “Caramelle” di Pierdavide Carone e dei Dear Jack. Insieme per tutelare i diritti dei più piccoli!».

Sanremo, precedenti clamorosi: Anna Oxa, Marcella e Povia

La censura a Sanremo è stata una costante nel tempo. Fece scalpore l’eliminazione di Anna Oxa dal Festival di Fabio Fazio. Lei, una delle artiste che hanno fatto la storia della nostra musica, non rimase zitta e parlò di un Sanremo nelle mani dei comunisti: «Non è rabbia, la mia è un’opera di giustizia. Sono stata esclusa per ragioni politiche. Sono stata tolta dopo una litigata pazzesca. Perché sono un cane sciolto, non ho appartenenze. Questo Festival sembra un sottoprodotto del Primo Maggio. Che non è musica, ma evento. E Fazio è un ciambellano del potere politico». Nessun rispetto fu riservato a Marcella e Gianni Bella, nonostante il loro elevato livello artistico: «Al Festival del 2007, quando andai con Gianni e presentammo Forever, la giuria mi trattò malissimo. L’anno prima mi ero candidata alle Europee per An nella mia Sicilia e me la fecero pagare. Era una giuria di sinistroidi, per modo di dire, tutti comunisti con il Rolex». Non è andata meglio a Povia. Dopo Luca era gay, brano dai contenuti molto forti, che colpì al cuore l’opinione pubblica tanto da avere un consenso enorme, ha subìto una lunghissima stagione di censura, una sorta di punizione per aver espresso concetti scomodi. E nel festival in cui si propagandava – con i fiocchetti – il sì alle unioni omosessuali, Povia fu scartato perché voleva portare sul palco un brano, Dobbiamo salvare l’innocenza, che andava controcorrente. Una delle frasi incriminate: «La vita non si vende, non si inganna, perché ogni cuore nasce da una donna». Ora ha deciso, basta con la politica, meglio divertirsi. E in un post scrive: «Da bambini pensavamo che la vita sarebbe stata facile? Io lo penso ancora. La vita è sostanzialmente facile, anche in questo periodo meno facile per me. Fa parte del gioco. Tutto diventa semplice quando vediamo le cose chiare e accettiamo la sfida di provare a cambiarle in meglio. Ho lavorato duro per conquistare la mia indipendenza che fa rima con sofferenza. Ho ingoiato bocconi avvelenati ma ho capito la cosa più importante: prendere da chiunque la parte buona, esiste in ognuno».

Le reazioni del web

I post scritti da Giorgia Meloni sulla censura a Sanremo hanno avuto una miriade di commenti. A.M. ha voluto sottolineare, parlando dei New Trolls: «Loro sono una band Italiana che ha alle spalle una storia musicale importante. Hanno scritto e interpretato brani bellissimi come La Casa dell’angelo, e Quella carezza della sera. Non ho parole, Baglioni e compari hanno messo in gara solo chi gli pareva a loro, non vedrò Sanremo!». Per R.C. «censurano tutto quello che non gira dalla loro parte,ha sbagliato la Rai a riconfermare un cantastorie con tutti i suoi compari e pantalone paga. Che schifo, che amarezza!». C.B. lancia un appello: «Boicottiamo tutti Sanremo, ma sul serio. L’unico modo per far sparire certe persone è far finta che non esistano. Non meritano il nostro tempo». I.L. condensa tutto in una frase: «Bellissimo brano che dice una verità scomoda per gli ipocriti della sinistra». Ipocriti che hanno rimediato con la censura.

 

Commenti

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  • Francesco Ciccarelli 16 gennaio 2019

    Purtroppo Baglioni ha dimenticato gli anni in cui era emarginato e subì perfino un’aggressione in un concerto di piazza perché non era schierato con la “sinistra”.

  • fabio dominicini 16 gennaio 2019

    Ma perché l’attuale governo è stato così ingenuo e non ha applicato lo spoils system cos’ bene utilizzato dalla sinistra quando vuole sbarazzarsi di personaggi scomodi ?
    Siamo proprio degli allocchi !
    Perché questo Baglioni, così apertamente schierato a sinistra, è stato riconfermato e sfacciatamente si permette di imporre i suoi diktat sinistrorsi a tutti gli italiani ?
    Invito tutti a cambiare canale !

  • Pompeo 16 gennaio 2019

    Sofri ha ragione il carcere così come è non è correttivo è solo un costo,per lui ed i suoi amici proporrei i lavori forzati a vita

  • Pompeo 16 gennaio 2019

    Fosse solo l’insignificante festival Di Sanremo ad essere nelle mani dei sinistri sarei contento basta non guardarlo,ma purtroppo con la loro ideologia pseudo democratica ma in effetti totalitaria hanno invaso tutto: la storia,la scuola,la giustizia…. insomma tutto!!

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