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Barbara Bouchet: «Meloni mi riempie di gioia». Poi parla del figlio Alessandro Borghese e del cinema di oggi
L’attrice simbolo del cinema italiano in un'intervista esclusiva al Secolo d’Italia: «Non mi sono mai schierata. Tarantino ha rivalutato i miei film. Oggi fare cinema è molto più difficile»
Barbara Bouchet parla a tutto campo al Secolo d’Italia. L’attrice, protagonista di alcune delle stagioni più amate del cinema italiano, affronta temi personali e d’attualità: il legame con l’Italia, il giudizio sul governo guidato da Giorgia Meloni, il rapporto con il figlio Alessandro Borghese, la crisi del cinema e la rivalutazione internazionale arrivata grazie a Quentin Tarantino. Un’intervista ricca di spunti che racconta il volto più autentico di una delle icone del nostro cinema.
Barbara Bouchet: «L’Italia è stata la scelta migliore della mia vita»
Nata in Cecoslovacchia e cresciuta anche negli Stati Uniti, Barbara Bouchet non ha dubbi sulla decisione che ha cambiato la sua esistenza. «Lasciare gli Stati Uniti e venire in Italia è stata la scelta migliore che abbia mai fatto», racconta. «L’Italia mi ha accolto, mi ha dato la possibilità di lavorare e di costruire una vita serena. Questa è la mia casa». Parole che confermano il legame profondo con il nostro Paese, dove ha costruito una carriera lunga oltre sessant’anni.
«Meloni? Una donna al governo mi riempie di gioia»
Pur precisando di non essersi mai interessata alla politica, Barbara Bouchet, fresca vincitrice del premio alla carriera La Chioma di Berenice, non nasconde il proprio apprezzamento per il fatto che oggi l’Italia sia guidata da una donna.
«Il fatto che abbiamo una donna al governo del nostro Paese mi riempie di gioia», afferma. «Le donne sono sempre state messe da parte. Giorgia Meloni ha studiato, si è preparata e riesce a mantenere molto bene la sua posizione». Parole con cui l’attrice esprime anche fiducia nella capacità del presidente del Consiglio di rappresentare l’Italia sulla scena internazionale.
«Non mi sono mai schierata: volevo essere giudicata per il mio lavoro»
Nel corso dell’intervista Barbara Bouchet rivendica una scelta mantenuta per tutta la carriera. «Io sono antipolitica. Non capisco la politica e non mi sono mai interessata. Non mi sono mai schierata con nessuno. Ho sempre voluto lavorare con le mie forze». Una posizione che l’ha tenuta lontana dalle prese di posizione ideologiche che hanno spesso caratterizzato il mondo dello spettacolo.
Barbara Bouchet e il figlio Alessandro Borghese: «Ha scelto la sua strada»
L’attrice dedica anche un passaggio affettuoso al figlio Alessandro Borghese, oggi tra gli chef e conduttori televisivi più popolari. Racconta che non ha mai voluto seguire la sua strada nel cinema: «Diceva che non voleva stare vicino al telefono aspettando una parte». Una scelta che oggi Barbara Bouchet guarda con orgoglio: «È molto bravo nel suo mestiere. Davanti alle telecamere è naturale, qualcosa dalla mamma evidentemente ha preso. Ha trovato la sua strada».
«Il cinema italiano è peggiorato: oggi gli indipendenti non trovano più spazio»
Barbara Bouchet osserva con preoccupazione l’evoluzione dell’industria cinematografica. «Il cinema è peggiorato», afferma. «Prima il cinema era il centro di tutto, poi è arrivata la televisione e oggi c’è soprattutto il problema della distribuzione. Le grandi produzioni occupano le sale e ai film indipendenti resta pochissimo spazio». Una riflessione che fotografa le difficoltà di tanti registi e produttori indipendenti.
«I miei film erano considerati di serie B. Poi Tarantino li ha riscoperti»
Per anni il cinema di genere italiano è stato guardato con sufficienza dalla critica. «Dicevano che erano film di serie B», ricorda Barbara Bouchet. «Poi Quentin Tarantino li ha rivalutati e li ha fatti conoscere in tutto il mondo». Dell’autore di Pulp Fiction conserva un ricordo pieno di riconoscenza: «Mi ha resa una sua icona senza che avessimo mai lavorato insieme. Grazie a lui ho conquistato tantissimi fan».
«Oggi fare l’attrice è molto più difficile»
Barbara Bouchet guarda con preoccupazione anche alle nuove generazioni. «Oggi non consiglierei a una ragazza di intraprendere questo mestiere. Non incontri più i registi: ti chiedono un provino registrato con il cellulare. È assurdo scegliere un attore in questo modo». Secondo l’attrice, il rapporto umano che caratterizzava il cinema del passato si è progressivamente perso.
Il film dimenticato che vorrebbe far riscoprire
Tra le tante pellicole interpretate ce n’è una che Barbara Bouchet considera ingiustamente dimenticata. «Si chiama Valeria dentro e fuori, un film del 1972 di Brunello Rondi. Nessuno lo cita mai, ma credo sia una delle mie interpretazioni migliori». Un invito agli appassionati a riscoprire un titolo poco conosciuto della sua filmografia.
Il nuovo progetto: una commedia dedicata alla terza età
Barbara Bouchet ha ancora tanti progetti da realizzare. È al lavoro per far partire una nuova commedia dedicata alla terza età. «Ho letto la sinossi, si chiama “Non ho l’età” e mi pare bella. Chi ha una certa età continua ad andare al cinema e ha diritto a vedere raccontate le proprie storie», spiega. Dopo il recente Nastro d’Argento alla carriera, l’attrice spera che qualche produttore raccolga il suo “messaggio in bottiglia” lanciato attraverso il Secolo. Nella speranza che arrivi sulla spiaggia giusta.
Foto ERMA PICTURES: Lucia Casone e Irene Strazzeri.