Acca Larenzia, denunciati Castellino e Nardulli che posta il video di quanto avvenuto al Verano (video)

martedì 8 gennaio 18:43 - di Redazione

Il leader romano di Forza Nuova, Giuliano Castellino, e quello di Avanguardia Nazionale, Vincenzo Nardulli sono stati denunciati con l’accusa di aver aggredito due collaboratori esterni dell’Espresso nel corso della commemorazione delle vittime della strage di Acca Larenzia al Mausoleo dei martiri fascisti del cimitero del Verano.

Lunedì due commemorazioni distinte si sono svolte per ricordare i ragazzi assassinati: una al Mausoleo dei martiri fascisti del cimitero del Verano alle 15, l’altra ad Acca Larenzia alle 19.

Nel corso della prima commemorazione al Verano, due collaboratori esterni dell’Espresso si sono inseriti fra le file dei partecipanti che commemoravano le vittime della strage compiuta nel 1978 dai terroristi rossi, ed hanno iniziato a scattare foto per riprendere le persone che stavano assistendo alla cerimonia.
Di fronte alla polizia presente in massa è stato chiesto ripetutamente ai collaboratori dell’Espresso di smetterla, rispettando il cimitero, il momento commuovente e intimo dei partecipanti e anche la privacy dei presenti. I due collaboratori dell’Espresso hanno proseguito imperterriti fino a quando hanno iniziato a riprendere, perdipiù in piedi su una lapide, anche alcuni bambini, figli delle persone presenti alla commemorazione.
A quel punto è stato chiesto loro proprio per rispetto della privacy dei minori, di cancellare le foto. E, di fronte agli agenti, sono state cancellate le foto dei bambini che i collaboratori dell’Espresso avevano fatto.

Secondo quanto ricostruito dalla Questura di Roma in una nota, in particolare, durante la commemorazione organizzata al Verano da militanti di Fn e di Avanguardia Nazionale, l’attenzione degli agenti della Digos e del Commissariato San Lorenzo presenti sul posto è stata richiamata da un’accesa discussione scoppiata, verso le ore 15:30, tra otto persone, tra le quali Castellino e Nardulli, e un fotoreporter, collaboratore esterno del periodico ”L’Espresso” che stava riprendendo le fasi della cerimonia.

Gli agenti, dopo aver calmato gli animi, hanno accompagnato l’uomo fino all’esterno del cimitero, per evitare che la situazione potesse degenerare. Alla polizia il reporter ha spiegato di non aver subito alcuna minaccia o lesione, ma in serata, riferisce la Questura, si è presentato negli uffici della Digos, insieme a un altro collaboratore esterno del settimanale, anch’egli presente alla manifestazione, denunciando l’aggressione e mostrando il referto con 3 giorni di prognosi per alcune contusioni.

L’attività investigativa, sostiene la Questura, ha consentito di cristallizzare le responsabilità di Castellino e Nardulli, in mattinata sottoposti a perquisizione domiciliare e deferiti all’autorità giudiziaria per minaccia, lesioni personali e violenza privata, mentre proseguono le indagini per identificare gli altri partecipanti alla denunciata aggressione.
Castellino è stato denunciato anche per la violazione della sorveglianza speciale alla quale è attualmente sottoposto.

Secondo Avanguardia Nazionale, invece, i fatti si sarebbero svolti in maniera diversa: «la cerimonia privata alla Cappella dei martiri Fascisti al cimitero del Verano in onore dei caduti di Acca Larenzia e di tutti i camerati uccisi – sostiene Avanguardia Nazionale sul proprio sito – è stata disturbata da elementi infiltrati poi identificati dalla polizia come giornalisti dell’Espresso. Durante la cerimonia siamo stati provocatoriamente bersagliati da due soggetti strani che invadevano la nostra privacy con macchine fotografiche scattando ripetutamente foto alle persone senza essere autorizzati».

«Invitati a smettere e a farsi riconoscere – aggiunge Avanguardia nazionale – cercavano di dileguarsi. Nel frattempo arrivava la polizia alla quale chiedevamo di cancellare le foto fatte senza permesso. Fra le foto scattate dai giornalisti dell’Espresso uno di noi riconosceva, davanti alle autorità di polizia., la propria nipote di sei anni all’interno della galleria fotografia del telefonino del cronista al quale venivano chieste spiegazioni. Abbiamo comunque ripreso e concluso con ordine la nostra cerimonia. Nel tardo pomeriggio abbiamo saputo della falsa aggressione e della manipolazione delle notizie».

«Sui social gira un video – rivela Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova – con degli elementi importanti, dove si vedono i due giornalisti, che fanno foto durante una commemorazione al Verano, anche a bambini e bambine di 7-8 anni che si trovavano lì. Nelle immagini è ben visibile che il motivo dell’alterco sono state le foto a dei minorenni, fatte in modo assolutamente illegale. Per questa ragione e non altro è stato chiesto ai giornalisti di eliminare gli scatti. Durante tutta la conversazione, voglio precisare, è stata sempre presente la polizia».

Vincenzo Nardulli, denunciato per l’aggressione ai due collaboratori dell’Espresso, ha postato sul suo profilo Fb un video dell’episodio con il seguente commento: “Questo è il video che smentisce l’aggressione ai pennivendoli dell’ espresso , la polizia è in forze e non vi è nessuna violenza da parte nostra se non quella di farci vedere il resoconto filmato contro la nostra volontà nel rispetto della privacy”.

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