Il colonnello Calcagni svela il segreto: “Mai arrendersi, rialzarsi sempre”

giovedì 28 giugno 20:08 - di Antonio Pannullo

C’era il pubblico delle grandi occasioni stasera in via della Scrofa, presso la sala riunioni della Fondazione Alleanza Nazionale, per la proiezione del docufilm Io sono il Colonnello, del regista Michelangelo Gratton e dedicato alla figura e alla vicenda umana di Carlo Calcagni e alle sue molte vite. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Donne per la Sicurezza onlus e dalla rivista Realtà Nuova, ma voluto soprattutto dal senatore Domenico Gramazio, vero motore di questa e altre iniziative meritorie politico-culturali. Alla proiezione erano presenti la presidente dell’Associazione Donne per la Sicurezza Roberta Sibaud, il colonnello Carlo Calcagni, il regista Michelangelo Gratton, il senatore Domenico Gramazio, il senatore Claudio Barbaro. i giornalisti Massimo Magliaro, Roberto Rosseti, Carlo Cozzi e moltissimi altri, tra cui marito dell’indimenticata e indimenticabile Fiorella Cencetti, che recentemente ci ha lasciato, alla quale il colonnello Calcagni ha dedicato questa indimenticabile serata, ricordando quanto Fiorella si sia spesa per la sua causa, per raccontar ela sua vicenda, con il suo entusiasmo  ela sua vigorosa carica umana ed emotiva. Dopo il saluto di Gramazio, che ha illustrato l’iniziativa e il racconto di come questo docufilm sia nato fatto dalla stesso regista Gratton, il colonnello ha un po’ rispercorso la sua vita, ricordando la sua quotidiana lotta contro la malattia, e individuando il segreto per essrre quello che oggi è: un pilota che salva vite, un pluricampione parlimpico, con tre medaglie d’oro, ma soprattutto un uomo che si spende per gli altri senza nulla chiedere: e questo segreto è mai arrendersi, ma sempre lottare, sempre rialzarsi, per quanto dure siano le botte che la vita ti dà. Lo sport, gli insegnamenti familiari, la preparazione militare, l’amicizia degli altri, sono le cose che hanno aiutato e aiutano Calcagni ad andare avanti, ma soprattutto la sua forza d’animo, la sua mente, la sua volontà di non arrendersi mai. Il colonnello ha anche tenuto  aprecisare che se un domani da questo film dovesse nascere qualcosa di più grande, cone ha lasciato intendere il regista a una domanda del Secolo d’Italia, lui per sé non vorrà nessun tipo di ocmpesno, se non la soddisfazione di aver fatto qualcosa di buono per gli altri. E questo, secondo noi, lo ha già fatto e lo fa quotidianamente con il suo esempio fortificante e risoluto, di un uomo, un militare, un atleta, che non si lascia piegare dalle enormi difficoltà che il destino gli ha posto davanti. Le associazioni organizzatrici hanno infine consegnato al colonnello Calcagni una targa con bellissime parole, nella que lo si ringrazia per tutta quella che è la sua vita e la sua opera.

Commenti

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  • Carlo Calcagni 29 giugno 2018

    Voglio ringraziare pubblicamente “Il Secolo d’Italia” perché ancora una volta avete dimostrato la sensibilità e la giusta attenzione che un argomento così delicato merita… ma non tutti hanno lo stesso CORAGGIO per schierarsi con me e mettersi veramente al mio fianco!

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