Milano non dimentica: Ramelli commemorato a 43 anni dal sacrificio

domenica 29 aprile 21:20 - di Ezio Miles

Milano non dimentica, Milano ricorda la giovane vita di Sergio Ramelli recisa 43 anni fa dall’odio ideologico e criminale dell’estrema sinistra. Almeno duemila persone hanno partecipato nel pomeriggio alla commemorazione del militante del Fronte della Gioventù morto dopo 50 giorni di agonia a seguito dell’aggressione compiuta da attivisti di Avanguardia Operaia. In silenzio, il corteo ha percorso le vie della città fino alla chiesa di San Nereo e Achilleo in viale Argonne, dove è stata celebrata una messa.

Nel primo pomeriggio al Giardino Ramelli, in via Pinturicchio, si sono tenute le cerimonie istituzionali, anche in onore dell’avvocato missino Enrico Pedenovi, assassinato da terroristi di sinistra un anno dopo la morte di Ramelli: una corona di fiori è stata deposta della vicesindaca Scavuzzo, dell’ assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato e dell’ex vicesindaco di Magenta Paolo  Razzano. Poco dopo, la targa in memoria di Pedenovi in viale Lombardia.

La figura e la storia di Sergio Ramelli, non sono più solo patrimonio della destra, essendo entrate da tempo nella memoria comune dei milanesi e degli italiani. Un anno fa, sulla storia di Ramelli è stata pubblicata una graphic novel di grande intensità.  L’iniziativa fu presentata alla Camera da Ignazio La Russa, il quale ricordò come il faro che nel processo mosse la famiglia e lui, avvocato della famiglia, fu la ricerca della verità. Per questo  chiese con forza che «venisse accertata la verità su Sergio, soldato in tempo di pace, e sulla sua generazione». Una verità che, almeno per la circostanza dell’esecuzione materiale dell’omicidio, fu accertata grazie al coraggio dell’allora giudice istruttore, Guido Salvini, autore peraltro della prefazione della graphic novel. «Nonostante le pressioni e i tentativi di depistaggio – ha ricordato La Russa – non chiuse l’indagine e riuscì a individuare e interrogare i componenti del servizio d’ordine di Avanguardia Operaia» responsabili dell’omicidio

C’è solo da segnalare oggi, purtroppo, la sopravvivenza ancora di grumi di odio e faziosità in alcune frange dell’estrema sinistra e dei centri sociali. Le iniziative culturali a ricordo del giovane martire di destra sono talvolta contestate, come accaduto, qualche mese fa, a Legnano, dove si mobilitò la solita, lugubre  “rete antifascista” proprio  in occasione di una presentazione della  graphic novel. Naturalmente, certe iniziative non inficiano  il processo di  riscoperta della memoria.  Sono solo schegge di un triste passato che non ingannano nessuno.

Commenti

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  • Paola 1 maggio 2018

    ONORE A RAMELLI E A ENRICO PEDENOVI, CON LA SPERANZA CHE DAVVERO TUTTI I NODI VENGANO AL PETTINE!!!

  • Giovanna De Canio 30 aprile 2018

    Sergio ed Enrico, SEMPRE nei nostri cuori !!!

  • Nico 30 aprile 2018

    TUTTI I CRIMINALI DI SINISTRA O SONO FUPRI DALLE GALERE, O ALL’ESTERO LIBERI
    PERCHÈ PER I COMPAGNI C’È LA PRESCIZIONE, PER QUELLI DI DESTRA INVECE NON ESISTE PRESCRIZIONE, LI VANNO A CERCARE ANCHE DENTRO LE BARE!!! LOGICAMENTE ALL’ESTERO LI MANDÓ L’ALLORA “”SOCCORSO ROSSO””
    FONDAZIONE “”UMANITARIA” CREATA ED IDEATA DALLA FAMOSA COPPIA DI GUITTI!!
    MA TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINECE TUTTI GLI INFAMONI DAL 1944 AD OGGI, SIANO ESSI BIANCHI, ROSSI, VERDI O NERI, FANNO TUTTI, CON MIO SOMMO PIACERE, UNA BRUTTA MORTE!!!!

  • giancarlo 30 aprile 2018

    PRESENTE!

  • LuigiV 30 aprile 2018

    Potranno tentare di tutto, ma il suo ricordo e la sua fede nei nostri ideali nessuno potrà mai cancellarla dai nostri cuori.

  • Giusepoe 30 aprile 2018

    ONORE AL CAMERATA SERGIO RAMELLI

  • maurizio turoli 30 aprile 2018

    Onore al Camerata Ramelli.

  • Massimiliano 29 aprile 2018

    Onore alla memoria del camerata Ramelli!

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